STEFANO MORDENTI "Dove andrò"
(2025 )
Con ''Dove andrò'', Stefano Mordenti firma un album che suona come un diario emotivo: 13 tracce che esplorano l’equilibrio tra oscurità e speranza, passato e futuro incerto.
Il brano che dà il titolo al disco, già anticipato dal singolo e videoclip (girato in estetica VHS anni '90), introduce perfettamente il concept: una ricerca interiore dal sapore cinematografico, fatta di paure viste come demoni e fragilità intrecciate a una tensione verso la luce.
Le sonorità sono saldamente ancorate a un pop-rock elegante, con tocchi new wave e nostalgici rimandi agli anni ’80-’90. Le atmosfere incalzano tra momenti di incertezza e scelte più luminose, quasi performative, come fossero ondate che accompagnano il cuore dell’ascoltatore tra introspezione e slancio.
“A piedi nudi corri” è un’apertura tenera ed emotivamente coinvolgente, ispirata alla figlia dell’artista. Una carezza introspettiva che pone l’ascoltatore in ascolto profondo. “La maschera” è invece un episodio evocativo e denso di suggestioni new wave, che riesce ad suscitare dubbi e frammenti di vissuto con rara intensità.
In “Come cambia il vento” emerge il Mordenti più consapevole e determinato. Il brano diventa una vera e propria dichiarazione di intenti artistici. Altri passaggi, come “Ti scriverò”, “Dove sono le tue risate” e “Volare sognare”, dimostrano il talento di Stefano nel bilanciare lirismo e melodia, affondando l’ascolto in paesaggi emotivi carichi di autenticità.
Capitolo a parte merita ''Tziganata'', riuscita cover del brano dei Litfiba ufficialmente avallata dallo stesso chitarrista della band Ghigo Renzulli.
Pur restando ancorato a un pop-rock melodico, Mordenti non rinuncia a innesti di sperimentazione: voci elettroniche discrete ma efficaci, tastiere vintage, chitarre mai eccessivamente ruvide, stratificazioni sonore che creano densità, come in “Il mare” e nella stessa title track.
L'album racconta un artista maturo, che non offre risposte preconfezionate, ma invita a porsi domande. In un percorso personale e umano, Mordenti propone un dialogo tra fragilità, insofferenze e rinascita. La copertina minimalista, di un bianco discretamente elegante, sottolinea questa scelta di nudità espressiva.
''Dove andrò'' è quindi un raffinato equilibrio tra sincerità musicale e coraggio narrativo. La produzione, quasi totalmente autoprodotta, rispecchia l’autenticità dell’artista: nessuna concessione alle mode, ma una continuità artistica volta alla propria crescita espressiva. È un album che invita all’ascolto accorto, ponendo l’accento sulle emozioni più sottili e sugli spigoli dell’anima, ma riesce a posare le fondamenta per un futuro artistico ancora più ambizioso e luminoso. (Andrea Rossi)