recensioni dischi
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MANUEL SANTINI  "Minosse"
   (2026 )

Re leggendario di Creta, legislatore, creatore di un vasto impero marittimo, carceriere del Minotauro (metà uomo e metà toro procreato da sua moglie Pasifae per punizione divina) e, alla morte, severo giudice degli inferi.

Tutto questo racchiude la figura mitologica greca di Minosse: personaggio giusto ma complesso che, in qualche maniera, ha ispirato il cantautore Manuel Santini per tornare sul mercato col nuovo album, intitolato proprio col nome dello storico Re

Il disco include una bella “sporca” dozzina di brani, tra stesure classiche e sorprendenti di cantautorato alternativo: ci si comincia presto a stupire con l’eterea “Hover”, che traccia solchi angoscianti e fluttuanti, ma al Nostro piace anche giocolare con le note saltellanti e gioiose di “Caro Natale”, o sciorinare delicati tessuti sonori come le toccanti ed emblematiche “Mitologia”, “Consapevole” e “L’amore è tutto qui”.

Dopo di che Santini inneggia alla fratellanza e all’amore condiviso con la passionale “Il sarto di Gaza”; è poi la volta di “Roma senza sonno”, per riprendere successivamente le redini dell’autorità scritturale con la modernissima “The art of being Alone”, duettata con l’artista friulano Karumi.

Manuel tocca poi le corde della solidarietà, proponendo “Le cose importanti”, proposta ideata per raccogliere fondi per l’Oncologia di Pisa. Direi, più che splendida risuona nelle orecchie “Non c’era”, carica di pathos emotivo, con rigagnoli assemblativi à là Planet Funk! Mica noccioline e cotillons…

Altro giro, altro duetto: stavolta col compianto Daniele Biagini, che gli dà una mano per arrangiare “Un cuore di cartone”, contemplando gli echi Baglioni-ani di “Reginella”. Infine, la dedica alla ridente ed ispirativa cittadina gardesana di “Bardolino”, mostra un Santini in piena forma ponderativa, il quale col solo ausilio della sei corde acustica, chiude un progetto intenso, complesso, variegato, col fermo intento di provare a rinfrescare partiture cantautorali con griffe d’avanguardia e contemporaneità.

Per Manuel, decisamente un ritorno centrato. (Max Casali)