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TELEVIZYON  "Mom! I'm growing up"
   (2026 )

Con i Televizyon, le sonorità pop, elettroniche e alternative vengono convogliate in un frullatore jazz, dall'andamento agitato e caotico. Si capisce subito dal primo brano del loro album “Mom! I'm growing up” (uscito per Sauajazz): “Basic Kneeds”. Suoni sintetici e taglienti, ritmiche ben marcate, assoli nervosi e un tema principale inquietante e che sembra precipitare.

I Televizyon sono un quartetto di musicisti provenienti da diverse nazioni, e forse anche questo contribuisce alla particolarissima commistione di stili. Sanem Kalfa è turca, ed è la voce e si occupa della parte elettronica della musica, oltre ad essere la producer. Marta Warelis è polacca e suona le tastiere: organo elettrico, sintetizzatore e campionatore. Ingebrigt Håken Flaten viene dalla Norvegia è suona il contrabbasso, e Sun-Mi Hong è il batterista coreano.

Possiamo trovare echi di tantissime influenze, ma è inutile tentare di snocciolarle tutte: il risultato è comunque originale e personale. La traccia che dà il nome al gruppo, “Televizyon”, sono 47 secondi di voci che ripetono “Televizyon” pitchate, accompagnate da un synth bass e un beat drum volutamente lo-fi.

La titletrack invece è trainata da un pattern sincopato dell'organo elettrico, dove la voce di Kalfa si fa sentire nella sua freddezza acuta. “The Letter” acuisce questo senso di glacialità, con la melodia vocale che insegue una scala particolare, accompagnata da arpeggi di synth; nell'insieme, non si sa se definire il brano rilassante, malinconico o sinistro: forse tutte e tre insieme.

“Let me be alone” alza il volume con batteria e distorsioni, mentre al contrario la voce torna a un registro medio, raccontando dei momenti di fastidio, tra risvegli pessimi e conversazioni da cui scappare. Il tutto in 7/4. Verso la fine, ritornano le voci campionate che ripetono “Televizyon”, che diventano una sorta di marchio di fabbrica.

“IDKY” è su un tempo più complesso da definire, e il testo cantato è una sequela di minacce: “I will beat you, I will hurt you, I will choke you, I will burn you (...)”. Non lo trovo nei credits, ma c'è un sassofonista nel brano di apertura e qui, probabilmente ospite, e negli assoli segue anche lui le coordinate agitate e nervose della band.

“Greed” è l'episodio più noise dell'album. Una distorsione lo accompagna tutto il tempo, ripetendo ossessivamente un loop di due note. Verso i tre quarti del brano, la voce di Kalfa si lancia in peripezie acute teatrali, ma alla fine la distorsione satura l'audio e diventa l'unica cosa udibile.

“I'll leave now” conclude invece con una melodia jazz cantata dalla voce e sviluppata all'organo elettrico. Hong toglie la cordiera al rullante, per dare alla batteria un suono tribale, e si procede verso il caos, che per qualche motivo che non comprendo, finisce in fade out. Sarei stato curioso di sentire invece come avrebbero concluso il brano.

I Televizyon sono un'interessantissima realtà musicale, piena di creatività e aperta a molteplici possibilità. (Gilberto ongaro)