recensioni dischi
   torna all'elenco


DELLAI  "Nonostante tutto"
   (2026 )

Con ''Nonostante tutto'' i Dellai firmano un disco che sceglie consapevolmente la sottrazione come linguaggio principale.

È un album che non alza mai la voce, ma lavora in profondità, affidandosi a una scrittura che mette al centro l’emotività, la fragilità e il bisogno di restare in piedi anche quando tutto sembra cedere.

Fin dalle prime tracce si percepisce una forte coerenza narrativa: ogni brano sembra dialogare con il successivo, come se il disco fosse pensato più come un racconto continuo che come una semplice raccolta di canzoni.

Il titolo ''Nonostante tutto'' diventa così una vera dichiarazione d’intenti. Le canzoni parlano di relazioni che si rompono, di distanze che si allargano, di consapevolezze che arrivano tardi, ma senza mai indulgere nel vittimismo o nella retorica della rinascita a tutti i costi.

La title track, in questo senso, rappresenta bene l’anima del disco: non offre soluzioni, non promette riscatto immediato, ma resta dentro la complessità emotiva, raccontando la fatica di andare avanti senza mascherare il dolore.

Nel corso dell’album l’intensità emotiva non è mai uniforme, ma si muove tra chiaroscuri ben calibrati. Brani come ''Amore Goodbye' scavano più a fondo nelle ferite lasciate dalla fine di un rapporto, mentre altri episodi introducono un respiro diverso, più narrativo e diretto, che alleggerisce senza spezzare il filo del racconto. Questa alternanza rende l’ascolto dinamico e credibile, restituendo l’idea di un percorso umano fatto di cadute, ripensamenti e piccoli slanci.

Dal punto di vista sonoro, ''Nonostante tutto'' sceglie una produzione sobria ed essenziale, che non cerca mai di sovrastare i testi. Gli arrangiamenti sono misurati, le melodie accompagnano la voce senza rubarle spazio e tutto sembra costruito per lasciare emergere le parole e l’interpretazione dei Dellai. È una scelta che rafforza il senso di intimità del disco e che contribuisce a creare un rapporto diretto con l’ascoltatore, quasi confidenziale.

Nonostante tutto è un album che chiede tempo e attenzione, ma che ripaga chi si ferma ad ascoltarlo davvero. Non punta all’impatto immediato né alla singola canzone da consumo rapido, ma a una visione d’insieme coerente e sentita. È un disco che cresce ascolto dopo ascolto, che lascia addosso emozioni trattenute e pensieri sospesi, confermando i Dellai come una voce capace di raccontare l’instabilità emotiva contemporanea con sincerità e misura, senza mai perdere il contatto con chi ascolta. (Luca Vettoretti)