DEOS "Augustus omnipotens"
(2026 )
I DEOS sono una band originaria di Annecy, Francia, attiva dal 2014 e conosciuta per una passione storica e un’estetica, anche in sede live, che ricorda l’Antica Roma.
Al tramonto del 2025, la formazione è tornata con “Augustus Omnipotens”, il quarto album in studio, pensato come opera concettuale in cui ogni brano intende rappresentare, e in qualche modo anche raccontare, le tappe dell’ascesa di Augusto, di fatto il fondatore dell’Impero romano.
Registrato tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025, “Augustus Omnipotens” riprende una formula death metal infarcita di black, tra riff di chitarra taglienti, una frequente alternanza tra growl e scream e percussioni che, insieme al resto della sezione ritmica, seguono un ritmo quasi marziale, in particolare nelle fasi in cui si racconta di guerre e conflitti.
In questo incessante susseguirsi di momenti metal furiosi e atmosfere quasi epiche, il filone narrativo del disco trova alcuni snodi cruciali durante “Octavianus” (Augusto era conosciuto anche come Ottaviano o Ottaviano Augusto) e “Caesar Divi Filius”, il cuore pulsante dell’evoluzione anche storica del primo imperatore.
Da rimarcare anche “Dura Lex Sed Lex”, inevitabile riferimento alle pene per gli assassini di Cesare, e “Pax Romana”, il racconto di quel periodo di pace imposto all’interno dei territori dell’Impero dopo la presa del potere di Augusto (di qui, appunto, l’altro nome di “Pax Augustea”).
Curatissimo in termini concettuali e di composizione, esaltata anche dalla produzione di Jean-François Dagenais, “Augustus Omnipotens” è probabilmente la migliore espressione del metal estremo dei DEOS, in cui ogni brano rappresenta una piccola rilettura storica. (Piergiuseppe Lippolis)