CADAVRUL "Necrotic savagery"
(2026 )
Con “Necrotic Savagery”, i CADAVRUL tornano dalla loro lunga ibernazione con un disco che riesce a suonare, allo stesso tempo, vecchia scuola e sorprendentemente vitale.
La band rumena, attiva dal 2005 e nota per il suo approccio brutale e senza compromessi, aveva lasciato un vuoto significativo dopo “Enter the Morgue” (2013). Ora, però, con questo secondo full‑length, il cadavere si rialza davvero dal tavolo dell’obitorio.
Dal punto di vista sonoro, “Necrotic Savagery” promette – e mantiene – un assalto death metal fedele alle radici, ma rifinito con una produzione moderna. Registrato ai Crossover Sound Studio di Costanza e mixato/masterizzato nel Regno Unito, l’album unisce aggressività cruda e una pulizia sonora che valorizza riff e sezione ritmica senza snaturare il carattere old school.
La band prende chiaramente ispirazione dalla scuola Cannibal Corpse / Six Feet Under, ma vi aggiunge un tocco personale: riff diretti, veloci, una pedaliera dall’odore svedese anni ’90 e un groove quasi rock’n’roll che rende i brani sorprendentemente “ballabili” (per quanto possa esserlo un album che parla di cripte, dolore eterno e festini cannibali).
La prova vocale è un punto forte: gutturale, sgraziata, volutamente incomprensibile, quasi caricaturale nella sua ferocia. In più, una seconda voce isterica nascosta nel mix aggiunge un effetto “duetto tra cadaveri” che dà personalità e teatralità ai brani.
La scaletta è una serie di attacchi rapidissimi da tre minuti circa, senza spazio per virtuosismi o solo chitarristici: il disco preferisce restare feroce, compatto, privo di fronzoli.
Tra i pezzi più significativi spiccano “Marș Funebru”, già presentato come primo segnale di risveglio della band, “Devoured”, accompagnato da un videoclip ufficiale, vero concentrato di groove e brutalità, “Attack of the Cursed” e “Torch the Bodies”, esempi perfetti della formula CADAVRUL. Ovvero riff a motosega, batteria martellante, atmosfera funebre.
Di tutto rispetto è anche la bonus track “Fuck Fashion!!!”, un divertissement velenoso che chiude l’album con tono quasi punk.
L’artwork è firmato da Costin Chioreanu, garanzia di atmosfera sinistra e identità visiva curata. Il risultato completa un album che non vuole innovare per forza, ma consolidare e amplificare ciò che CADAVRUL sanno fare meglio: celebrare la decomposizione con entusiasmo contagioso.
“Necrotic Savagery” è un ritorno in grande stile: un disco feroce, diretto, sincero nel suo amore per il death metal classico. Pur senza reinventare la ruota, i CADAVRUL dimostrano di avere ancora energia, idee e soprattutto una personalità che traspare sia nella musica sia nell’umorismo nero che permea l’intero lavoro.
Se ami il death metal feroce ma con un tocco di teatralità macabra, questo è un album che vale l’ascolto e — perché no — anche la collezione. (Andrea Rossi)