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IMPERIAL DOMAIN  "Portentum"
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Da sempre la Scandinavia rappresenta uno dei terreni più fertili per tutto l’universo metal, grazie a una folta schiera di realtà che hanno reso il profondo nord un autentico paradiso per i cultori del genere.

La Svezia, ovviamente, non fa eccezione: a confermarlo, una volta di più, sono gli Imperial Domain da Uppsala, quintetto di veterani del death in circolazione sin dagli anni Novanta e tornati a Novembre del 2025 con “Portentum”, quarto album in studio, il secondo con Andreas Öman alla voce, subentrato dopo la morte del precedente cantante Tobias Heideman avvenuta nel 2014.

“Portentum” lavora in equilibrio tra volontà di potenza tipicamente death metal ed esigenze melodiche, che aumentano la fruibilità senza eccedere con i compromessi: le linee di chitarra appaiono pulite ma sempre estremamente affilate, il resto della sezione ritmica disegna pattern serrati, ma anche piuttosto ragionati, il cantato appare sempre ben calato nel contesto.

Il dinamismo di “Portentum” si lascia apprezzare anche per il bel lavoro svolto in studio, in virtù del quale gli strumenti e i dettagli sono sempre pienamente riconoscibili. In alcuni casi, come “History Repeating” e “Retribution”, funzionano molto bene anche i cori, ma il lavoro convince anche sul piano della scrittura: i testi affrontano temi storici e contemporanei, esplorano tensioni sociali, conflitti e le inquietudini per trasformazioni globali che, probabilmente, si compiono troppo velocemente per poter essere pienamente comprese.

“Portentum” ha tutto il potenziale per conquistare un pubblico ampio grazie alla sua tensione naturale fra l’intensità del death e le pieghe melodiche, anche grazie a una produzione molto curata. (Piergiuseppe Lippolis)