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THUNDER RISING  "Horizon line"
   (2026 )

Chitarre distorte e Hammond, una moto e due aquile sulla copertina, auto da rally nel videoclip ed ecco il classic rock dei Thunder Rising, supergruppo formato da Frank Caruso (chitarra e cori), Enzo Caruso (tastiere e cori), Alessio Spini (voce e cori), Gabriele Baroni (basso) e Corrado “Nail” Ciceri (batteria e cori).

Il nuovo album “Horizon Line” è composto di tredici canzoni infuocate, che rispolverano il più classico degli stili rock: l'hard rock con radici blues, che si sente chiaro e preciso in “Master of Destiny” e che vira nell'hard'n'heavy in un brano dal titolo rassicurante come “Bloody Axe”.

I riff si fanno sincopati à la Mötley Crüe in pezzi come “What's going on tonight”, mentre le tastiere di Enzo Caruso si fanno notare in “Can't forget your voice”, con quel synth che sembra ammiccare un po' a “Jump” dei Van Halen e un po' a Tony Banks negli accordi della seconda parte di “Prelude25”, dopo una serie di progressioni bachiane arpeggiate all'organo, come farebbe Jon Lord.

Tutti i ritmi del rock che conoscete potete trovarli: c'è quello simpatico che fa ta ta ta tatàà (portate pazienza non ricordo più la definizione) in “Live forever”, c'è l'half time shuffle in “Mad Machine” (per chi non sa cosa voglia dire half time shuffle: “Love in an Elevator” degli Aerosmith), c'è anche la festosa “She can't hold you back”, dove la voce si impenna in acuti à la Ian Gillan...

E c'è anche il pezzo morbido con acustica, “Dreaming song to you”. Ma il brano manifesto mi sembra sia “Born to ride”, che fa felici i motociclisti di ogni generazione. Recita: “No destination, just a ride”, il che mi fa ricordare uno dei più grandi filosofi di fine Novecento, travestito da trasgressivo comico stand up. Parlo di Bill Hicks, che in uno dei suoi monologhi più famosi smonta ogni elucubrazione sulla vita e sull'esistenza con la semplice espressione: “It's just a ride”, da noi tradotto come “un giro di giostra”.

Io ho l'età del cantante dei Thunder Rising (1987) e nel mio caso, questo potrei definirlo letteralmente dad rock. Infatti, ho fatto ascoltare i Thunder Rising a mio padre, che ha una moto custom ed è cresciuto a pane e Deep Purple, e mi ha risposto con un sintetico: “Non male”. Missione compiuta ragazzi! Have a good ride! (Gilberto Ongaro)