recensioni dischi
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THIS I OWE  "Alchemists"
   (2026 )

“Alchemists” è l’opera prima dei greci This I Owe, (ri)pubblicata ad agosto 2025 dopo la firma con l’etichetta Wormholedeath.

Il disco aveva visto ufficialmente la luce pochi mesi prima e arrivava al culmine di un’intensa attività live in giro per la Grecia, nel corso della quale era già stata presentata una proposta alternative metal bagnata da influenze progressive e echi grunge nei momenti più ruvidi.

Con dieci brani condensati in poco più di tre quarti d’ora, “Alchemists” si presenta come concept album e si distingue anche per la centralità della voce di Maria Kanellaki, in grado di muoversi con estrema agilità fra un cantato pulito e momenti in orbita growl.

“Alchemists”, che era anche il nome della band prima del cambio in This I Owe, si apre con “Prologue” ed “Equinox”, inaugurata da un basso pesante che apre a una svolta metal fra il classico e il doom, mentre alcuni dei brani successivi, come “Sharks” e “Queen of Hearts” guardano agli anni Novanta e rendono visibili le prime influenze grunge.

Uno dei brani più ambiziosi del lotto è “Isobel”, in cui le velleità prog esplodono dopo una sorprendente apertura jazzata, mentre in chiusura emerge “Echo Chambers”.

“Alchemists” è un debutto estremamente coraggioso: il sound è ricercato e profondo, l’interpretazione di Maria Kanellaki è davvero importante e contribuisce a legare elementi e influenze non necessariamente vicinissime fra loro.

Un nome da tenere d’occhio, per gli appassionati di metal. (Piergiuseppe Lippolis)