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BORIS CEVAPCICI  "Per amore o per mancanza di idee migliori"
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La vita è già complicata di suo.

E se poi, tra le oasi del relax come le canzoni, troviamo espressioni di concetti pesanti, vacui, pensierosi e pedanti, è logico che qualsiasi fruitore non esita un secondo a cercare artisti più empatici e dilettevoli.

Quindi, fa bene il cantautore-musicista bolognese Boris Ćevapčići (Paolo Prosperini) ad aver dato al suo album d’esordio "Per amore o per mancanza di idee migliori" quel quid equilibrante tra ironia e serietà, senza risultare caricaturale.

I suoi spartiti denotano effluvi serali, riflessivi, eterei, dal gusto sornione e disincantato all’apparenza, poiché nelle 10 tracce del disco c’è impegno ideologico verso il variopinto mondo dell’amore, fatto di colori altalenanti di leggerezza e fatica, di sogni e disillusione, ben descritti da un personaggio immaginario, comunque sempre aderente alla realtà che lo circonda.

Col frizzante cha-cha-cha della titletrack, Boris dà vita ad un gustoso itinerario cantautorale, incrociando prima il bivio violinistico di “Piccolissima”, la sussurrante e delicata “Marabout”, per poi addentrarsi “Nel buio” di un racconto suadente e speciale.

Eretti spesso con dosi minimali, i brani di Paolo mostrano sempre una bella solidità scritturale, come piloni granitici che sostengono cavalcavia mastodontici; e, visto che siamo in tema, “Un pezzo alla moda” incanta con tessitura soffice e discreta.

Insomma, man mano che si procede, si vive un vero e proprio ”Sogno” onirico, filo-malinconico, fino alla stra-ironica (e “catchy”) “Ally Tosy” in aria soft-country... forse scritta per maleodoranti ricordi di “fiatella”? Ah, ah, ah!

Qualità e divertissement, fanno di "Per amore o per mancanza di idee migliori" un’opera distinguibile, semi-innovativa, dal carattere dolce-tosto, dal retrogusto incorporeo ma deciso. Sì… deciso a far parlare di sé. Ci riuscirà. (Max Casali)