recensioni dischi
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SPIRITUAL RAVISHMENT  "Exit humanity"
   (2026 )

“Exit Humanity” è il secondo album della storica band rumena Spiritual Ravishment.

Originariamente registrato nel 2015, il lavoro è rimasto inedito per un decennio per diverse vicissitudini e ha visto finalmente la luce nell’autunno dello scorso anno per Loud Rage Music.

Contestualmente è arrivato l’annuncio di un ritorno sui palchi con una rinnovata formazione, con Cosmin Purge alla voce accanto a Stancu Sebastian (bassista, oltre che vocalist), Andrei Bejușca (chitarra) e Andrei Jumugă (batteria).

In termini di sonorità, il disco muove dalle basi estreme, in orbita grindcore, che rappresentavano il marchio di fabbrica della band anche agli inizi, ma “Exit Humanity” mostra un maggiore grado di complessità e stratificazione, incorporando elementi stoner, sludge e death.

Il disco è segnato da pattern robusti e claustrofobici, con un riffing marcato e abrasivo, una frequente varietà in termini di ritmo e velocità e una discreta ricerca anche per quanto concerne il cantato.

Come suggerito dal titolo, invece, l’immaginario di “Exit Humanity” è piuttosto crudo, permeato da un certo nichilismo di fondo, e tratta di decadenza, conflitti, rese e sopravvivenza.

Il ritorno degli Spiritual Ravishment rappresenta una bella notizia per gli ascoltatori del genere e per la scena metal rumena, in senso lato: “Exit Humanity”, per quanto destinato alla nicchia del metal estremo, è il prodotto di belle intuizioni sul piano compositivo e di una buona esecuzione anche dal punto di vista meramente tecnico. (Piergiuseppe Lippolis)