CHRISSIE HYNDE "Duets special"
(2026 )
La Hynde è una di quelle voci e di quelle donne che, se non ci fossero, il mondo sarebbe più povero e solo. Con o senza i mitici Pretenders.
Mentre altre fanciulle si sono contese il ruolo di fidanzatine ideali dei maschietti del popolo del rock, io sono già da tempi non sospetti, ossia dall'adolescenza, convinto che è lei, è stata lei, e sempre sarà lei, la madrina di questi sogni, grazie a hit immortali che fanno parte del DNA della canzone moderna.
Al di là del perimetro della cameretta personale, è una incarnazione del talento di incontestabile grazia e potenza, la nostra. E lo conferma, nell'età avanzata che le spetta, questo scrigno tenace e delicato di duetti, come si usa dire, transgenerazionali.
Con la partecipazione di artisti di fama mondiale tra cui Mark Lanegan, Dave Gahan, Cat Power, Brandon Flowers, Debbie Harry, Shirley Manson, Alan Sparhawk e molti altri. Da non mancare lo splendido duetto con KD Lang, che personalmente adoro parimenti fin dai tempi di "Invincible summer" del lontano 2001.
Un disco meditativo, per attraversare indenni (anzi migliori di prima) l'inverno del nostro scontento che patiamo. Il primo quarto del secolo è alle nostre spalle e manco ce ne siamo accorti, e intento queste star brillano ancora e non è che ce ne siano molte altre di giovani pronte a rimpiazzarle.
Teniamocele strette, facciamoci cullare da queste melodie ipnotiche, da mandare a memoria, da sussurrare alla persona amata, sensuali quant'altre mai, alla faccia della melassa sanremese, che sanno di menta e borotalco e angoli caldi della casa e del cuore.
Facciamoci scaldare i nostri, di cuori, da questi brani che, magari senza volerlo, per una scommessa col proprio talento e il proprio tempo, sono già un classico a sua volta senza tempo, anzi antitempo. Voto 10. (Lorenzo Morandotti)