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CLARISSA COLUCCI  "Echoes from home"
   (2026 )

“Only you can make your life a work of art”. Questo verso motivazionale proviene da “Along the way”, secondo brano del nuovo album di Clarissa Colucci, “Echoes from Home”, uscito per Wow Records.

Sembra, questo, un pensiero che la compositrice e cantante jazz rivolge a sé stessa, in risposta al percorso interiore che ha compiuto per fare emergere questi brani da lei scritti.

Si tratta di jazz in cui viene curato con attenzione il lato timbrico e armonico. Ad esempio, il brano citato qui sopra inizia con un lento contrappunto di sax tenore e clarinetto. “Odysseus” invece contiene una fase atonale, un dialogo disordinato tra voce e strumenti.

Sono sei tracce, di cui cinque composizioni proprie, e una curiosa scelta di cover: “Send in the clowns” di Stephen Sondheim. Del toccante e maestoso brano del drammaturgo statunitense viene conservato l'alone “monumentale” e solenne, ma le improvvisazioni vanno un po' a raffreddare l'emotività del brano, virando su una fase in canto scat.

“Stay here” si spinge su coordinate tradizionali, vicine allo swing, ma le progressioni armoniche sono ricercate. “Fig Tree” e “Soli'cheat'ous” aprono e chiudono l'album nel segno della coolness, dove sono bilanciati il lato compositivo e quello d'improvvisazione.

Le ultime parole sembrano riprendere le riflessioni allo specchio di Colucci: “Only you can make up your mind”. La solitudine si fa sollecitudine, una spinta a reagire alle difficoltà con le proprie forze, che Clarissa Colucci traduce in note e ricerca sonora. (Gilberto Ongaro)