STEVE ROGERS BAND "Sono donne remastered 2025"
(2026 )
La Steve Rogers Band ha creato il sound di Vasco Rossi negli anni '80. Poi, è storia, dal 1987 si è staccata dal Blasco per continuare una propria carriera, soprattutto per volontà del compianto Massimo Riva.
Troverà il successo nel 1988 con “Alzati la gonna”, brano che oggi forse farebbe rabbrividire più di qualcuno (tranne i trapper, che hanno sostituito il ruolo di “controversi” delle rockstar di una volta, e adesso sparatemi, la verità vi fa male lo so), ma poi il progetto si fermerà nel 1991, e alcuni dei musicisti torneranno da Vasco (Maurizio Solieri e Claudio Golinelli); più tardi anche Riva tornerà da lui.
Il quarto e ultimo disco della Steve Rogers Band era uscito nel 1990: “Sono donne”, e nel 2025 è uscito in versione rimasterizzata. È un vero e proprio tuffo nel passato.
Sopra i riff tipici della band, il sound riconoscibile negli assoli di Solieri e in quel rock che ammicca sempre al blues, i testi disegnano la vita tipica di una rockstar, cosa che Massimo Riva ha incarnato in maniera completa, nel bene e purtroppo anche nel male, che lo porterà via nel 1999.
A me piace pensare che il suo ultimo atto sia arrivato qualche giorno dopo la sua scomparsa, attraverso la voce del rocker di Zocca a un concerto molto sofferto: Vasco si era bloccato, ma a un certo punto ha urlato quattro dei suoi famosi “Eeeeh”, e da gran comunicatore quale è, ha fatto percepire a tutto il pubblico che in quelle urla stava pensando a Massimo, che poi avrebbe salutato esplicitamente. E da lì gli è tornata la carica per continuare lo spettacolo; lo spirito di Riva deve averlo attraversato.
Torniamo al 1990. L'album “Sono donne” inizia con un risveglio in hangover, cantato in “Di più di più”, che suona come una canzone manifesto: “Giorno di merda, ma che ora è? Che cosa ho fatto? Oh dio mio no, che mal di testa e che brividi, giorno di merda, cosa farò? Dovrei andare a lavorare, ma è l'ultima cosa che farò. Meglio sopravvivere, meglio far così. Di più di più, rifarei ogni giorno gli sbagli miei. Di più di più, per dispetto a chi non si fa i fatti suoi. (…) Meglio che andare a lavorare, che dovere sempre dir di sì (…) Son padrone dei sogni miei”.
L'album poi parte a celebrare le donne ed è colmo di desideri eterosessuali, come in “Hey man (la tua donna mi fa impazzire)”: “Chissà che cosa dice, se mi pensa un po', se ti tradisce oppure no? Io per lei vado giù di testa anche se ci sei tu, se mi parlasse di sesso adesso non mi controllo più”.
O come fa pure la titletrack, spudoratamente ruffiana: “Sono tutte belle, sono tutte ok, sono tutte matte, sono come te, sono donne (…) e di meglio non c'è. Siete tutte belle, oh, siete tutte ok, siete degli animali, sì, siete come me (…) l'unico credo che c'è!”. C'è solo da immaginare quanti reggiseni volassero ai concerti! Erano tempi strani...
Il rock'n'roll distorto “Animo!!!” celebra la musica stessa e il suo “suono magico, sporco ma nitido”, mentre il rock'n'roll più classico con tanto di pianoforte arriva in “Sono in down”, che ricorda il mood di “Lunedì” e “Domenica lunatica” di Vasco; per scherzo, all'interno del giro rock c'è un breve passaggio barocco.
Poi ci sono i brani più morbidi, come “Dimmi come stai”, dove prima dell'assolo di Solieri, Massimo asserisce: “Per un amore è bello anche piangere”. La tenera “Lascia stare la luna (stella sola)” cerca di riportare sulla terra una fidanzata distratta dal cielo, come a dire di non perdersi in romanticismi.
“Polvere d'oro” è il brano lento le cui parole però fanno venire più di un pensiero: “Questo freddo che ho, questa voglia di polvere d'oro, nemmeno il tempo per difendersi”. “...E poi...” chiude l'album con una sfacciata sincerità: “Io sono un uomo perso, l'inverso di te. Io sono un uomo perso... meglio di te!”.
Massimo Riva ha messo in pratica la vita spericolata cantata dal suo compagno di avventure, pagandone tutte le conseguenze, e in questa canzone sembra quasi esserne orgogliosamente consapevole, già 9 anni prima, cantando la propria libertà di sbagliare. (Gilberto Ongaro)