recensioni dischi
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BILA  "Beżżalart"
   (2026 )

I Bila sono una band hardcore punk di Malta, che canta un po' in inglese e un po' in maltese. Nel loro sound si mescolano anche noise rock e post-punk.

L'album di debutto “Beżżalart”, uscito per Go Down Records e Kewn Records, è stato inciso a Malta, e mixato e masterizzato a Londra.

I Bila sono Nick Morales, voce e chitarra, Samwel Mallia, voce e basso, e Benji Cachia, batteria e percussioni. Le voci sono prevalentemente urlate, e il sound è deflagrante. Con l'eccezione di due pezzi, le tracce non superano quasi mai i 3 minuti di durata.

Una delle due eccezioni è “Tlebliba”, un brano sempre intenso di suono ma dalla velocità moderata, dove la voce ha un effetto di delay rapido, come se ascoltassimo un'allucinazione. Verso la fine le distorsioni prendono il sopravvento, saturando il suono fino al caos.

L'altro pezzo diverso è “Everything + Nothing”, che inizia con lenti arpeggi di chitarra su un incedere minaccioso. Ben presto esplode con il suono distorto e abrasivo, ma sempre su tempo lento e alternandosi a parti pulite.

Gli altri brani sono schegge impazzite di un minuto e mezzo o due, come l'urlatissima “Brain Cake”, la violenta “Sin Eaters” o la scatenata “Boltera” (che Google Traduttore mi indica che in maltese significa “Bullone”).

Sempre con la traduzione online, scopro che la titletrack vuol dire “Ero impaurito”. Non so se sia corretto, ma effettivamente il brano corrispondente trasmette parecchia ansia. Non è un'agitazione che porta al divertimento anche energico, bensì a un dimenarsi per l'angoscia.

Stessa cosa per “Bla Buzz” e per “A Thousand Wolves”, anche se il comunicato stampa ci dice che nei testi è presente una componente di umorismo. Ad ogni modo, con “Beżżalart” potete scoprire la realtà maltese dei Bila, che appassionerà i seguaci dell'hardcore. (Gilberto Ongaro)