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MALOTA  "Scapegoat"
   (2026 )

“Scapegoat” è il nuovo album dei Malota, la formazione nata come power trio nel 2014 da un’idea di Alberto Montagner, Max D’Ospina e Roberto “Mariuz” Mariuzzo, e divenuta quartetto con l’ingresso in pianta stabile di Massimo Battistella alla seconda chitarra.

Da allora, per i Malota è iniziata una nuova fase creativa: prima “Космонавт” (''Il cosmonauta'', in russo), quindi l’EP “The Uninvited Guest” nel 2021 e, a fine 2025, questo “Scapegoat”.

Il titolo richiama l’immagine del capro espiatorio ed è la chiave di lettura per l’opera, che osserva criticamente la società attuale, impregnata di una cultura tossica, diffusamente maschilista e patriarcale, e che manifesta una certa ansia e inquietudine per il presente, forse prima ancora che per il futuro.

Sul piano musicale, “Scapegoat” presenta delle novità sostanziali: ritmiche più lente, atmosfere più cupe, coerentemente con una visione del mondo non esattamente ottimistica, un suono più ruvido e volutamente sporco, accantonando in parte il rock più pulito degli inizi.

Le parti vocali, in questa nuova traiettoria, sono spesso urlate e viscerali, contribuendo a spingere il sound in orbita stoner, quando non metal, mentre qua e là si manifestano anche tracce di psichedelia.

Fra gli episodi migliori di “Scapegoat” ci sono “Nermin”, che muove dal massacro di Srebrenica del 1995 per la sua denuncia morale, e “In a Common Grave”, una sorta di luogo dove giacciono i valori perduti dalla società contemporanea.

I Malota tornano con un lavoro decisamente ispirato, le cui novità convincono per esecuzione pratica e coerenza narrativa. (Piergiuseppe Lippolis)