PERCOSSA FOSSILE "Magnitudo"
(2026 )
Ruvido e spavaldo, spigoloso e indocile, “Magnitudo”, su etichetta Go Down Records, vede l’esordio sulla lunga distanza del trio padovano Percossa Fossile, all’insegna di una musica ostica e spinosa, un riuscito connubio di asprezza e furia al servizio di trame nervose ed elaborate, sovraccariche e sature.
In quarantasei minuti tesi e vibranti, a regnare incontrastate sono dinamiche frenetiche ed un’elettricità sovraesposta, dispensata con cura maniacale in digressioni che ben volentieri flirtano col progressive (“Droga”), lambiscono insolite inflessioni à la Arctic Monkeys (“Drown”), sfiorano l’incisività maniacale degli Helmet di “Aftertaste” (“WC”, maestosa opener), lanciandosi talora in ritornelli inaspettati o concedendosi ad aperture altrettanto inattese (“Boiling Sweat”, con imperioso chorus sgolato).
Oscillando tra accenti math, suggestioni free (“Magnitudo, Pt.3”) e cavalcate marziali (“Please”), il trio dipinge un quadro stravolto, allucinato e distorto, un hellzapoppin di impro-noise, tempi dispari ed incisi taglienti, con un generale senso di oppressione come corollario.
E’ una musica focosa, urgente, spesso spinta al limite, pungente e mossa, condita da urla parossistiche, accelerazioni repentine, melodie sbilenche appena accennate o celate dietro il paravento di una scrittura stratificata, a tratti debordante e stordente, altrove falsamente attendista, compendio psicotico di trucchi e magheggi che svela solo gradualmente la propria natura sibillina, creativa, spiazzante. (Manuel Maverna)