WODA WODA "L'ultimo testamento"
(2026 )
Con ''L’Ultimo Testamento'', i Woda Woda firmano il loro lavoro più ambizioso, oscuro e concettualmente stratificato. L’album, pubblicato nel gennaio 2026 sotto l’etichetta Sorry Mom!, è molto più di una semplice raccolta di brani hard rock: è un vero e proprio concept epico-simbolico, che riscrive i miti infernali e religiosi attraverso una lente personale, quasi filosofica.
Il disco si presenta come un viaggio “oltre il velo delle interpretazioni tradizionali”, proponendo un Inferno non come luogo di dannazione eterna, ma come spazio di verità, ruoli imposti ed equilibri sottili. Questa visione alternativa, quasi sovversiva, è messa in scena attraverso la figura di Caino, guida e narratore di una discesa agli Inferi che è al tempo stesso viaggio interiore.
La band dipinge un universo dove il bene e il male non sono categorie stabili, e dove persino Lucifero smette di essere l’antagonista per diventare un protagonista luminoso, un portatore di conoscenza.
Musicalmente, l’album si muove su un terreno che fonde hard’n’heavy classico, suggestioni stoner desertiche e l’impronta dell’hard rock italiano. L’immaginario evocato richiama influenze come Kyuss, Judas Priest e Iron Maiden, ma filtrate attraverso un linguaggio personale e teatralmente marcato.
La produzione di R3born Digital regala un suono robusto e incisivo: la batteria è compressa, potente, con un tocco alla Vinnie Paul, il basso corposo e in primo piano, spesso protagonista, le chitarre tra distorsioni heavy e overdrive pompati, mentre la voce è graffiante, istrionica, perfetta per incarnare i personaggi della “Legione”.
Il risultato è un impatto sonoro che alterna momenti feroci e istintivi a passaggi più atmosferici e narrativi. La tracklist segue una vera e propria parabola: in ''Serial Killer'' Caino è prigioniero della sua stessa memoria eterna, tra riff classici e basso alla Harris, mentre ''Vola la mia prua'' presenta un’esplosione thrash e cori da ciurma.
Notevole anche ''I viali dell’inferno'', forse il brano più rock, malinconico e introspettivo, mentre ''Asmodeus'' è in assoluto uno dei pezzi più solidi, anche a livello produttivo; ''Lucifer'' è una reinterpretazione luminosa e non dogmatica della figura più controversa della tradizione.
Il disco è inoltre accompagnato da un fumetto originale che amplia l’universo narrativo, segno ulteriore dell’attenzione della band alla componente concettuale. ''L’Ultimo Testamento'' è quindi un’opera che sorprende per coraggio, identità e coerenza. Non è un semplice album da ascoltare: è un mondo da attraversare.
La band osa riscrivere simboli millenari, costruire un Inferno alternativo e trasformare l’hard rock in un mezzo narrativo potente. Pur con qualche piccola flessione sonora in alcuni momenti, il progetto resta estremamente solido, ricco di personalità. In sintesi, siamo in presenza di un concept album viscerale, ben costruito, con una forte impronta estetica e una narrazione che cattura. I Woda Woda dimostrano di essere una band con visione e ambizione, capace di unire mito, musica e immaginazione in un’unica fiamma.
Se cercate un disco che unisca heavy, storytelling e simbolismo, ''L’Ultimo Testamento'' è un viaggio che vale la pena intraprendere. Poi, verrebbe da chiedersi se non c'erano a disposizione personaggi più "positivi" da raccontare. Ma questo lo lasciamo alla sensibilità dell'ascoltatore (Andrea Rossi)