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MARCO SIMONCELLI  "Prima di morire"
   (2026 )

Non so voi, ma personalmente sono anni che ho nostalgia di Sergio Caputo, di quel sound che ti apportava bellezza e divertimento, quel sound spensierato ma incisivo, al contempo dilettevole e qualitativo.

Nostalgia di quel “Sabato italiano” che nacque per caso, per pigrizia d’uscire la sera ma poi ispirata dall’esortazione degli amici a stanare da casa.

Ebbene, finalmente quel similare stilismo è (molto) presente nel secondo album solista di Marco Simoncelli “Prima di morire”, incorniciato in 9 quadretti deliziosi, pennellati di pop, swing, jazz e qualcos’altro.

I suoi testi, però, non te la raccontano in modo edulcorato ma puntano, piuttosto, alla stilettata sottotraccia, all’ironia mordace, al ghigno educato ma concreto, certificando cosi l’intento di rinnovare, nei contenuti, il suo percorso artistico.

La rassegna, Marco la inaugura con l’amara riflessione del “Circo”: denuncia non troppo celata sull’atrofizzazione del pensiero di popolo, mentre con “Ma non mi dire” cala un’inaspettato quanto gustoso raggae cantautorale.

S’insinuano bellamente riferimenti al succitato Sergio nazionale sia in “Di amore e di politica”, in “Carolina” e pure in “Come sarebbe bello” e, per il sottoscritto, è goduria totale (e credo anche per voi!).

Invece, dietro la delicata tematica del suicidio, si erge il frizzante pop’n’roll di “Pollo al barbeque”, che stimola un fischiettare sotto la doccia, come si ode nel brano stesso.

Inoltre, tra la soffice ballad “Natale triste” e la beffarda e malinconica filastrocca “Fra Martino”, si erge la Dall-iana “Il cantautore Lucio”: splendida (e urgente!) denuncia contro la creazione di musica con la I.A., che altro non fa che offendere e schiacciare l’estro artigianale degli artisti, con la conseguente necessità di far quadrato ed insorgere quanto prima.

Tastierista, armonicista e stimato personaggio, Simoncelli (con quest’opera) ha voluto ribadire un paio di cosette stra-giuste: 1) Che tutto quello che uno avverte di dire, è meglio lo faccia “Prima di morire”. 2) Che tenere desto il pensiero critico ci potrà salvare dalla narcosi sociale, per tornare a ricucire una vita sana, fin troppo lacerata e ridotta a brandelli dall’egoismo e dal narcisismo dilagante, con la musica in attesa di essere ri-qualificata come Dio comanda. Grazie Marco! (Max Casali)