THE STYLE COUNCIL "Café bleu (special edition)"
(2026 )
Correva l’anno 1984, facevo la quarta liceo ed era l’anno di due esordi con i controfiocchi, ossia quelli di Style Council e Sade. Canzoni da sussurrare con classe, annusando il profumo della compagna del banco davanti.
Capirete che potremmo anche chiuderla qui. Specie considerando le ammorbanti nullità che promanano da Sanremo e dai vari fasulli talent show della tv.
Eppure queste musiche sono esistite e hanno fatto sognare: e nel caso del primo vero disco di esordio degli Style siamo di fronte all’ennesimo sontuoso cofanetto celebrativo, che ci trasporta in men che non si dica in un bar fumoso di Soho o in un salotto parigino.
E sul piatto, o su uno degli incipienti cd per chi si può permettere un giradischi digitale, ecco sprigionarsi un caleidoscopio di suoni che è una delle cifre eterne di quegli irripetibili e fin troppo bistrattati anni Ottanta, che ora paragonati ai piattumi e ai pattumi dell’oggi ci appaiono come il Rinascimento.
Era l’epoca degli ibridi e delle mescolanze, e anche “Café Bleu”, nel suo rigore formale, è un mix di tante cose, ottimamente shakerato e che dà dipendenza, tra jazz, soul, pop sofisticato e persino un pizzico di rap pionieristico.
Musica piena di riferimenti e vibrazioni, dove i due astri nascenti Paul Weller e Mick Talbot si esercitano tra audacia e filologia nel segno di un coraggio leonino che oggi andrebbe invano cercato tra i musici e produttori attuali.
Facciamo un gioco: cosa avrebbe scritto di queste canzoni impeccabili e new cool, di questo manifesto di ciò che allora si osava chiamare modernità e si respirava palpabile anche in provincia, un autore attento alla cultura pop e giovanile come Piervittorio Tondelli, che oggi avrebbe 70 anni?
Per i feticisti e i collezionisti degli eighties, ricordiamo che la nuova edizione di “Café Bleu”, in uscita per Universal Music Recordings, è un lussuoso cofanetto disponibile in due versioni, con sei cd o tre Lp. Oltre al disco originale, ci trovate materiale inedito, tra cui i primi demo, versioni alternative e rarità. Più una raccolta di registrazioni per la BBC, in studio e dal vivo.
In scaletta ci sono, per esempio, la “extended edition” del mini-album “Introducing… The Style Council”, un provino di “Long Hot Summer” dell’agosto 1982 che mostra la sua evoluzione partendo dallo strumentale “Le Départ”, brani strumentali inediti di Mick Talbot, una lunga versione di “The Paris Match”. E molto altro ancora.
Un fulmine a ciel sereno: l'avventura durerà solo cinque anni, che cambiò per sempre la musica europea, e ancor oggi, a ben vedere e a ben ascoltare, detta legge. Voto 10 e lode. (Lorenzo Morandotti)