recensioni dischi
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SYNDONE  "Kāma sūtra"
   (2026 )

“Kāma Sūtra” è l’ottavo lavoro in studio dei Syndone, formazione torinese fondata nel 1989 dal tastierista Nik Comoglio e nel tempo affermatasi come una delle realtà più originali del progressive italiano.

Il disco è stato pubblicato nel 2021 e ristampato in questi giorni, e rappresenta uno dei capitoli più ambiziosi della band, pensato come concept album ispirato all’antico testo indiano storicamente attribuito al filosofo Vātsyāyana e, dunque, come profonda elucubrazione sul tema amoroso, sui comportamenti sessuali e la sensualità.

Anche per questo motivo, accanto alle solide basi prog rock care ai Syndone, compaiono suggestioni classiche e forti influenze orientali, con arrangiamenti orchestrali, un ruolo centrale per le tastiere e una folta schiera di ospiti illustri.

I brani sono undici, estremamente stratificati e variegati: non ci sono soltanto le trame fitte e complesse del prog e i suoi cambi di tempo, ma anche estetiche musicali diverse, momenti narrativi e passaggi strumentali, brani che esaltano la tecnica pura e trame compositive in grado di fondere elementi appartenenti a generi diversi.

“Kāma Sūtra” è un disco complesso, a tratti pomposo, e per questo motivo non destinato a tutti, ma incarna con grande autorevolezza lo spirito di un genere che non si propone di essere necessariamente accessibile.

Per la sua pluralità di idee, registri, soluzioni e contaminazioni, “Kāma Sūtra” è probabilmente uno dei lavori più autentici e identitari di una band che non ha mai avuto paura di osare.

Per gli appassionati del genere, un’opera da scoprire o riscoprire e, per maturità compositiva e ricchezza di spunti, oltre che per la sua dimensione concettuale, anche uno degli album prog italiani più interessanti di questo lustro musicale. (Piergiuseppe Lippolis)