MONICA MORONI "(H)armonies - New music dialogues for flute"
(2026 )
In un contesto intriso di suggestione contemporanea e ambient, il nuovo lavoro musicale di Monica Moroni si staglia in maniera intima e tecnicamente riuscito.
La Moroni riesce a trasformare lo spartito in un viaggio narrante, in cui la voce dello strumento si dimostra capace di spaziare tra virtuosismo ed emozione.
Una interessante scelta di brani che, con un sapiente arrangiamento, creano un ponte tra colto e moderno e quindi capace di risultare appetibile anche per gli appassionati del genere.
Ne ho apprezzato la pulizia del suono, frutto di una attenzione particolare per le dinamiche ed il controllo del fiato fondamentale nel flauto traverso. L'intento è di riuscire a rendere fluidità senza forzare focalizzandosi sull'armonia.
Il lavoro può essere ben collocato in un contesto di ascolto introspettivo o come sottofondo di alto livello. La Moroni è dotata di talento e qui ben esprime una esibizione di indubbia bravura ma intrisa di ricerca timbrica.
Ne consegue una pubblicazione elegante e sensibile. Lo strumento viene enfatizzato nella sua natura nei brani più brillanti, come quelli di Wilhelm Popp e di Gabrio Taglietti ma l'interprete riesce ad approfondire i suoni anche in brani più distanti dalla concezione di scrittura flautistica, come nel Notturno di Chopin.
Questa selezione, quindi, si pone come un atto di resistenza gentile in un mondo musicale spesso dominato dalla velocità e dalla sovrapproduzione, e riesce a far convivere compositori diversi tra loro senza mai perdere in coerenza.
L'artista riesce a sovrastare la complessità tecnica dello strumento per dare spazio alla narrazione mantenendone la "voce" limpida e autorevole ma profondamente umana. (Elisabetta Amistà)