ALESSANDRO GANDINI "Musiche da camera"
(2026 )
Il primo volume del progetto discografico dedicato ad Alessandro Gandini rappresenta una delle riscoperte più preziose del panorama cameristico italiano degli ultimi anni.
La raccolta – frutto di un attento lavoro musicologico e interpretativo – porta finalmente alla luce venti pagine vocali e pianistiche che restituiscono la voce autentica di un compositore finora relegato ai margini della storia musicale, nonostante il suo ruolo centrale alla corte estense.
Nelle romanze da salotto di Gandini si respira un equilibrio raro: rigore formale e intensità lirica convivono in un linguaggio elegante, cesellato, mai ridondante.
La sua scrittura – come confermano le fonti storiche – privilegia un dialogo serrato fra voce e pianoforte, in cui nessuno dei due elementi primeggia: piuttosto si sostengono, si rincorrono, si specchiano.
Il disco riesce a rendere con grande naturalezza questa dimensione salottiera ottocentesca: non come un reperto museale, ma come musica viva, pulsante, capace di raccontare emozioni intime e universali.
La scelta dei tre solisti si rivela particolarmente felice. Isabella Gilli, soprano dal timbro limpido e dal fraseggio curato, restituisce alle romanze la grazia e l’immediatezza che le sono proprie, mentre Gianmarco Durante, baritono dalla vocalità morbida e controllata, porta un colore più scuro e meditativo che arricchisce il racconto emotivo del disco. Infine Luca Saltini, pianista esperto e stilisticamente impeccabile, è il motore poetico dell’intero progetto: la sua lettura al pianoforte scolpisce atmosfere, chiaroscuri e tensioni interne con sensibilità assoluta.
La loro musicalità condivisa fa sì che ogni brano fluisca con naturalezza, senza mai perdere finezza e coerenza timbrica.
Il disco si apre con ''Oh quanto l’anima'', piccola gemma di equilibrio espressivo: un brano che rivela subito il carattere del compositore, sospeso tra intimità e misura.
Seguono pagine di grande varietà, come la vivace ''Falken Galopp'', che mostra il versante più leggero e mondano di Gandini, e brani più narrativi o drammatici, come ''Il fantasma'' e ''La notte procellosa'', dove la scrittura si fa più ampia e teatrale pur restando fedele al formato cameristico.
La cura nella scelta dei tempi, dei colori vocali e del respiro musicale dona alla tracklist una coerenza sorprendente, nonostante la diversità dei brani.
Questo Vol. 1 non è soltanto un’operazione discografica: è il tassello di un ampio percorso di valorizzazione culturale che, grazie a ricerche, concerti ed edizioni moderne, restituisce dignità a un autore ingiustamente dimenticato.
L’incisione – realizzata con grande attenzione tecnica – offre un ascolto pulito, avvolgente, che permette di percepire tutte le sfumature del pianoforte e la finezza dei due solisti.
''Alessandro Gandini – Musiche da camera'' è un disco che colpisce per delicatezza, sincerità e qualità artistica: è una finestra su un Ottocento domestico e poetico, ricostruito con amore e competenza dai tre interpreti e sostenuto da un progetto culturale di rara serietà.
Un ascolto, questo, consigliato a chi ama la musica vocale da camera, ma anche a chi desidera scoprire un frammento del nostro patrimonio musicale rimasto troppo a lungo in silenzio. (Andrea Rossi)