MY EVIL TWIN "No future"
(2026 )
Con ''NO FUTURE'', i My Evil Twin firmano un debutto che non si limita a presentare una band: annuncia un mondo, un'estetica e un’urgenza emotiva impossibili da ignorare.
Fin dalle prime battute, il disco costruisce un universo sonoro denso e viscerale, capace di fondere un metalcore moderno e stratificato con un immaginario post‑apocalittico che dialoga con le inquietudini del presente.
Questa impostazione concettuale è confermata sia nelle dichiarazioni ufficiali della band, sia nelle analisi concettuali dell'opera, a partire dal titolo ispirato ai vecchi slogan punk degli anni ’70 e trasformato in un manifesto di disillusione contemporanea.
Una delle qualità più sorprendenti del disco è la capacità di mantenere un equilibrio raro: ''NO FUTURE'' è aggressivo, ricco di dettagli, tecnicamente notevole, ma evita la trappola di una produzione ipertrofica che soffochi l’identità musicale.
Le orecchie più allenate mettono in evidenza proprio questo: una band tecnicamente molto matura che usa complessità e precisione non come orpelli, ma come mezzi espressivi al servizio della canzone.
Il risultato è un sound robusto, fluido, mai sterile. Le componenti elettroniche si intrecciano con riff incisivi e ritmiche tese, creando una tensione costante in cui melodia e caos convivono senza contraddirsi.
L’album non è un concept nel senso più stretto, ma ogni brano è un tassello dello stesso mosaico: un futuro distrutto, specchio fedele delle contraddizioni del presente. L’immaginario evoca società collassate, alienazione, lotte interiori e scenari distopici che però parlano chiaramente del nostro oggi: consumismo, disumanizzazione, perdita di senso.
Musicalmente, questa tensione si traduce in continui contrasti: breakdown feroci, strofe cariche di sospensione, aperture melodiche che sembrano arrivare da un luogo tanto fragile quanto necessario. È un’altalena emotiva che mantiene l’ascoltatore sempre impegnato, sempre coinvolto.
La voce di Riccardo Battimelli (e la sua capacità di alternare intensità melodica e aggressività pura) affonda le radici nell’attuale panorama metalcore, ma non si ferma all’imitazione. L’interpretazione diventa uno strumento narrativo: urla e sussurri sono due facce della stessa battaglia interiore.
L’album è stato anticipato da cinque singoli forti e riconoscibili — ''No Future'', ''0kay!'', ''Are u following me?'', ''Crazy'', ''LOG'' — che hanno progressivamente definito l'identità del progetto e preparato il campo al resto del disco.
Questi brani, ascoltati nella cornice dell’album, acquistano ancora più coerenza e potenza, contribuendo alla sensazione che ''NO FUTURE'' non sia un semplice insieme di tracce, ma un percorso narrativo compatto.
''NO FUTURE'' è un disco che riesce laddove molti falliscono: raccontare la disperazione senza cadere nella retorica, usare la potenza sonora senza sacrificare la sincerità emotiva e costruire un immaginario credibile senza diventare artificioso.
È un debutto che non solo promette, ma mantiene. Una dichiarazione artistica tagliente, moderna e profondamente umana.
Se il futuro non c’è, o non ci appartiene più, My Evil Twin almeno gli dà una colonna sonora all’altezza. (Andrea Rossi)