NICHELODEON FT. BORDA "Flipper (folk songs for the judgement day)"
(2026 )
Stavo per scrivermi gli appunti per ogni traccia di questo lavoro, per riportarvelo in maniera esaustiva e chiarificatrice; ben presto, mi sono reso conto che è del tutto inutile.
Questo è un lavoro dalla gestazione lunghissima, ed è un flusso di coscienza privo di ritornelli, ripetizioni per tutti i suoi 77 minuti di durata. Del resto, stiamo parlando di NickelOdeon, nome d'arte sotto al quale si cela Claudio Milano, e già questo nome dovrebbe farvi capire la mia difficoltà (https://www.musicmap.it/recdischi/ordinaperr.asp?id=10182).
Claudio Milano è principalmente un cantante, di quelli che con la voce può fare quel che vuole, come già avevo scritto in passato. Il suo approccio vocale è figlio di quello di Demetrio Stratos ma anche di Cathy Berberian e di tutti gli avanguardisti del canto.
In questo caso, il lavoro “FLIPPER (Folk Songs for the Judgement Day)” è iniziato 23 anni fa, a partire dalla morte di Luciano Berio. È stato un affastellamento postmoderno e progressivo di citazioni di musiche da ogni repertorio possibile che l'autore ha incontrato dal 1975: dalla canzone pop più leggera a quella più impegnata, dai repertori folk alla musica classica in senso stretto a quella atonale, fino a brani sacri.
Milano ha deciso di fermarsi quando è arrivato il centenario della nascita di Luciano Berio, dunque tutto il lavoro è dedicato al grande compositore italiano. Accanto a NickelOdeon troviamo Borda, alias Teo Ravelli, impegnato nell'elettronica. Insieme realizzano questo flusso, dove il cantante alterna un cantato normale ad accelerati repentini e rallentati dilatatissimi, modificando ogni elemento dei brani ripresi: note, ritmo e interpretazione.
Il flusso di coscienza è suddiviso in 7 tracce chiamate tutte “Distopia”, e il titolo dell'album suggerisce che questa performance rappresenti un riemergere dei ricordi musicali, facendoli girare in un vortice impetuoso, in attesa della fine del mondo.
Così, possiamo sentire indiscriminatamente: “Albergo a ore” di Herbert Pagani, “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco, “Il pianto della Madonna” di Monteverdi con dentro un canto tradizionale armeno; e poi De André, Paoli, Modugno, Fossati, Battiato, Ferré, Purcell, Gerswhin, e perfino Battisti/Panella. Oltre che ovviamente Berio.
A un certo punto, sono sovraincise due voci diverse, che cantano contemporaneamente testi diversi, una si sente a destra e una a sinistra nelle cuffie. L'anarchia regna sovrana nelle parti strumentali: a un certo punto parte una batteria metal per poi fermarsi senza motivo.
Nella parte 5 c'è una pausa dalla voce per ascoltare sequenze di campane, seguite poi da trapani perforatori. Nella parte 6 NickelOdeon canta drammaticamente sopra accordi di organo a canne dal suono pieno e tragico.
Milano afferma di aver attinto dai sogni lucidi come ispirazione per “FLIPPER”, e non ne dubito, perché il modo in cui si passa da una citazione all'altra è simile alla velocità con cui cambiano le cose nei sogni, appena si gira la testa in un paesaggio onirico.
È un modo per esorcizzare forse la paura di perdere tutto, e così viene conservato, a mo' di reminiscenza istintiva. (Gilberto Ongaro)