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INTERPRETI VARI  "Milano Underground - Live to Tape"
   (2026 )

''Milano Underground – Live to Tape'' è molto più di una semplice compilation: è un manifesto sonoro che racconta una città in trasformazione, restituendole una voce autentica, ruvida e profondamente umana.

In un’epoca in cui la musica rischia di appiattirsi in produzioni digitali iper-lavorate, questo vinile sceglie la strada opposta: registrazioni in presa diretta, su nastro analogico, nei locali del Real Sound Studio, una storica fucina della scena meneghina attiva dal 1982.

Il progetto nasce dalla visione congiunta di DJ Henry, Rocketman Records e Ettore “ette” Gilardoni, con l’obiettivo di fotografare lo stato dell’underground milanese: un ecosistema creativo che, nonostante la progressiva scomparsa di spazi medio-piccoli per i live, continua ostinatamente a produrre idee, band e nuove traiettorie sonore.

La compilation riunisce 12 gruppi di recente formazione, ciascuno con la propria sfumatura di indie rock, post-punk, psych e power pop, costruendo un mosaico variopinto e coerente, capace di restituire la complessità della scena contemporanea.

L’ascolto del vinile scorre come una passeggiata notturna tra quartieri diversi, ognuno con il proprio microclima musicale. Dalle cavalcate shoegaze dei Stella Diana al death power pop tagliente dei Take Death, passando per le vibe psych-rock dei Plateaux e il post-punk contagioso dei Golden Eggs, ogni brano sembra registrare non solo un suono, ma un pezzo di città viva, pulsante, reale.

Il punto di forza dell’album è proprio l'immediatezza della presa diretta: niente orpelli, niente lucidature, solo energia pura catturata al momento. Questo approccio restituisce un senso di verità che contrasta brillantemente con ciò che gli ideatori definiscono l’asetticità della produzione digitale contemporanea e l’omologazione accelerata dall’IA generativa.

L’opera funziona anche come documentario musicale: non è soltanto una raccolta di tracce, ma una testimonianza destinata a rimanere, un tentativo di incidere nel tempo la vitalità di una scena spesso invisibile ai radar mainstream. La scelta di pubblicare inizialmente solo il vinile, rimandando la distribuzione digitale, è coerente con l’idea di restituire un rapporto fisico, rituale, con la musica.

La tracklist (che spazia dall'ottima “Hey Hey Hey X-Ray” degli Hiroshima Dandies a “Modern Girl” di The Mads) si muove tra aggressività e malinconia, tra luce e ombra, ma sempre con una coerenza data dall’intento comune delle band: raccontare Milano dal basso, dalle cantine, dai locali laterali, dalle ultime sacche di resistenza creativa della metropoli.

''Milano Underground – Live to Tape'' è una istantanea potente della Milano musicale del 2026: imperfetta, rumorosa, pulsante, sincera. Un vinile che non si limita a raccogliere brani, ma costruisce un racconto corale, emotivo e necessario. Perfetto per chi ama le produzioni autentiche, per chi vuole scoprire nuove band e, soprattutto, per chi sente che una città si capisce davvero solo ascoltandone l’underground.

Se sei curioso di conoscere la vera Milano musicale, questo disco è un punto di partenza imprescindibile. (Andrea Rossi)