HERSI MATMUJA & JACOPO CONOCI "Lum"
(2026 )
Con ''Lum'', pubblicato da Maladisco, Hersi Matmuja e Jacopo Conoci confezionano un’opera che sembra posizionarsi con naturalezza in un punto sospeso tra memoria, ricerca etnomusicale e contemporaneità.
È un disco che non si limita a reinterpretare la tradizione: la attraversa, la smuove, la ascolta da dentro, restituendola in una forma nuova, elegante e profondamente sentita, un fiume che scorre attraverso popoli, lingue e tempi.
Il titolo non è una scelta casuale: ''Lum'', in albanese, è insieme un’esclamazione di gioia e la parola che indica il fiume, immagine perfetta per raccontare un progetto musicale costruito sul fluire continuo di culture che si incontrano, si mescolano e si rinnovano.
Questo doppio significato racchiude l’essenza del disco: vitalità e radici, felicità e movimento, tradizione e trasformazione. Il viaggio musicale segue infatti il corso ideale di un fiume culturale che parte dal Nord dell’Albania (dalla regione del Lume e dall’area di Kukës), attraversa le comunità arbëreshë del Sud Italia e scende fino al Salento, dove la coppia artistica ha intrecciato negli anni formazione, vita e collaborazioni.
Al cuore dell’album c’è una relazione artistica rara: la voce limpida, duttile e intensa di Hersi Matmuja e il violoncello narrante di Jacopo Conoci. La loro non è semplice complementarità timbrica, ma un dialogo vero e proprio: si inseguono, si sovrappongono, si scambiano ruoli, si fondono fino a rendere labile il confine tra canto e strumento.
Matmuja alterna eleganza lirica, profondità popolare e sfumature più moderne; Conoci passa dal lirismo classico a sonorità quasi chitarristiche, sfruttando tutte le possibilità espressive del suo strumento. Ne risulta un tessuto sonoro ricco, vivo, a tratti vibrante di una delicatezza quasi rituale.
Uno dei punti più forti di ''Lum'' è la sua capacità di rileggere la tradizione senza musealizzarla. Il duo affronta materiali antichi – melodie non temperate, canti popolari tramandati oralmente, brani di repertorio arbëreshë e salentino – con una libertà rispettosa: gli arrangiamenti sono moderni, ma l’anima rimane intatta.
Lo si avverte nei brani albanesi come ''Struka E Cucës'', ''Shëjvi'', ''Prej Zamanit'' ed in ''Kolazh Lumjan'', così come nelle tracce arbëreshë come ''Vare Vare'' e nella salentina ''Beddha Ci Dormi''. Ogni pezzo è un piccolo laboratorio di filologia emotiva: restaurato, ma non sterilizzato; illuminato di nuove luci, ma senza che il colore originale sbiadisca.
La presenza di musicisti come Luca Tarantino (tiorba e liuto), Valerio Daniele (chitarre) e Vito De Lorenzi (percussioni) contribuisce a dare profondità e corpo al progetto, senza mai appesantirlo. Il lavoro sugli spazi, sulle dinamiche e sui silenzi rende ''Lum'' un album che respira, che lascia sedimentare la parola e il timbro, che permette all’ascoltatore di “entrare” dentro il suono.
Questa è un’opera che colpisce per autenticità e raffinatezza. È un disco che non cerca il compromesso, ma l’incontro; non mira al folclore da cartolina, ma alla profondità delle radici. Matmuja e Conoci aprono una finestra su un mondo culturale vastissimo, e lo fanno con una cura formale e una visione poetica esemplari.
È un lavoro che si ascolta come un racconto, che si attraversa come un paesaggio e che si ricorda come un’esperienza: un ponte sonoro tra passato e presente, tra due artisti che hanno trovato un linguaggio comune e una voce unica. (Andrea Rossi)