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SIMPLE MINDS  "Once upon a time (40th anniversary deluxe edition)"
   (2026 )

Ci sono dischi che non invecchiano mai ma restano sospesi nel tempo, come fotografie sbiadite che però, appena le guardi, tornano a pulsare.

''Once Upon a Time'' non è solo un album, ma il momento in cui i Simple Minds hanno smesso di essere semplicemente una grande band europea per diventare una voce collettiva.

La riedizione per il 40° anniversario non tenta di riscrivere la storia, fa qualcosa di più potente: la abbraccia.

Aprire questa Deluxe Edition è come rovistare in una scatola di ricordi, dove i cinque CD non sono solo musica, ma tracce di vita, versioni alternative, lati B che profumano di vinile consumato e notti passate a registrare, a cercare, a sognare.

L’album originale torna con tutta la sua tensione emotiva: ''Alive and Kicking'', ''Sanctify Yourself'', ''All the Things She Said'' non hanno perso la loro capacità di parlare di speranza, slancio, fede in qualcosa di più grande di noi.

Questi sono brani che suonano ancora come inni, perché lo sono sempre stati.

Le versioni estese e i singoli da 12” non sono riempitivi: sono respiri più lunghi, spazi in cui le canzoni si dilatano e ti permettono di restare dentro quell’atmosfera un po’ più a lungo. ''Don’t You (Forget About Me)'', in tutte le sue incarnazioni, torna a ricordarci quanto sia stato impossibile dimenticarla davvero.

Il cuore emotivo batte forte nei due CD di ''Live in The City of Light''. Una band all’apice, sicura, luminosa, travolgente. Non è solo un concerto: è la prova definitiva di cosa volesse dire, in quegli anni, credere nel potere catartico della musica.

Ascoltarlo oggi fa un certo effetto, senza nostalgia sterile, ma con la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa che non tornerà più… e proprio per questo va custodito.

Tecnicamente, questa riedizione presenta una rimasterizzazione più compressa rispetto alle prime. Ma non è un lavoro che chiede di essere giudicato, ma piuttosto di essere ascoltato, vissuto, lasciato scorrere senza misurazioni, affidandosi alle sensazioni più che ai numeri.

''Once Upon a Time'' resta un album figlio di un’epoca in cui l’ambizione non era un difetto, e l’enfasi emotiva era una dichiarazione di intenti. Questa Deluxe Edition non lo modernizza: lo riconsegna intatto, con tutte le sue luci e le sue ombre. Ti invita semplicemente a rimettere il disco, alzare il volume e ricordare chi eri quando quelle canzoni sembravano parlare proprio a te.

Il vero senso di ''Once Upon a Time'', quarant’anni dopo è ricordarci perché ci ha fatto sentire vivi.

E in fondo, come cantavano loro… ''Don’t you forget about me''. Impossibile farlo. (Tatiana Lucarini)