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GONZALO RUBALCABA  "Gonzalo plays Pino"
   (2026 )

Con ''Gonzalo Plays Pino'', pubblicato il 19 dicembre 2025 da Itinera/TCSette, Gonzalo Rubalcaba firma uno dei tributi più raffinati e profondi mai dedicati all’eredità di Pino Daniele.

Il pianista cubano – fuoriclasse del jazz internazionale, vincitore di Grammy e Latin Grammy – non si limita a reinterpretare 11 brani del cantautore napoletano: costruisce un vero dialogo culturale tra le due sponde del mondo che più hanno segnato la sua identità artistica, L’Avana e Napoli.

Il disco è registrato tra Napoli e Miami, ed è evidente sin dal primo ascolto che Rubalcaba non vuole fare un “monumento” alle canzoni di Pino Daniele, ma donar loro una nuova prospettiva, rispettosa e curiosa.

Lo confermano le scelte stilistiche: l’afrocubana ''Cumbà'' diventa la porta d’ingresso al progetto, fondendo il ritmo caraibico con il lirismo mediterraneo; ''Sicily'', brano che rimanda all’eredità di Chick Corea, prende forma come una meditazione musicale colta e sensibile; ''Pace e serenità'', ballad tra le più intime di Pino, fiorisce in un’atmosfera sospesa e luminosa.

Come spesso accade nella poetica di Rubalcaba, la tecnica impeccabile non è mai esibita: è al servizio di un sentimento che guida l’intero album. E proprio questa delicatezza gli permette di toccare classici come ''Napule è'', ''Quando'', ''Chi tene ’o mare'' o ''Lazzari felici'' senza appesantirli, lasciandoli respirare dentro una nuova veste timbrica.

Accanto a Rubalcaba, un gruppo di musicisti legati da tempo alla tradizione partenopea: Daniele Sepe al sax tenore, Aldo Vigorito al contrabbasso, Claudio Romano alla batteria, Giovanni Imparato alle percussioni, Giovanni Francesca alla chitarra e la voce di Maria Pia De Vito. Questo collettivo non accompagna semplicemente il pianista: traduce, nel linguaggio del jazz contemporaneo, l’anima urbana e poetica della musica di Daniele.

Il risultato è un viaggio sonoro coeso, in cui la dimensione partenopea non viene mai sacrificata sull’altare dell’arrangiamento jazzistico; al contrario, trova un ambiente fertile per espandersi e dialogare con nuove influenze.

Rubalcaba stesso ha raccontato quanto questo progetto sia stato per lui una sfida e un percorso di immersione nel mondo di Pino. E in effetti ''Gonzalo Plays Pino'' non suona come un omaggio tradizionale: è un incontro di mondi, una lettura rispettosa ma creativa, che valorizza l’identità dei brani senza replicarli.

L’album funziona per gli appassionati di jazz, per chi ama Pino Daniele, ma anche per chi cerca un disco capace di raccontare la continuità emotiva tra due città che, pur lontane, condividono una stessa vocazione musicale: la mescolanza, l’accoglienza, l’anima popolare che dialoga con la grande tradizione.

''Gonzalo Plays Pino'' è un lavoro di enorme eleganza e profondità, che riesce dove molti tributi falliscono: rilegge senza tradire, innova senza forzare, commuove senza retorica. È il tipo di disco che non solo onora un grande artista, ma ribadisce la forza universale della sua musica. (Andrea Rossi)