recensioni dischi
   torna all'elenco


SICKER MAN  "Spökenkieker"
   (0 )

Osservando i collage disturbanti di Sicker Man, che spesso accosta innumerevoli occhi e bocche rovesciate con esito sinistro, si intuisce l'estetica che ci aspetta quando si appresta a suonare il violoncello elettrico.

Giunto al quindicesimo album, uscito per Blankrecords, Sicker Man prende spunto dalla sua terra natia, la Vestfalia orientale, per realizzare “Spökenkieker”, album che deve il proprio nome a una figura mitologica della foresta, traducibile con “colui sa predire il futuro”.

Musicalmente si traduce invece in costruzioni che sanno passare tranquillamente da armonie e melodie rotonde e amichevoli (il tema di “Johatsu”), a pesanti distorsioni elettriche al violoncello seguite da una batteria elettronica (“Greedy People”, che sembra dei Black Sabbath, ma su base dubstep).

In brani come “Matchless” si sente l'esperienza di Sicker Man nel campo delle colonne sonore, con queste scelte di suoni e loop melodici capaci di creare tensione. Poi ci sono digressioni ambient dilatate à la Brian Eno (di “Another Green World”), ad esempio in “Stillstand”.

“Ad finem part. 1” arriva con un tema delicato, che in chiusura nell'album tornerà distortissimo in “Ad finem part. 2”. Il suono distorto è anche l'unico presente in “Glass”, mentre in “Mean Drift” i suoni tornano puliti ma riverberati in modo da creare un'atmosfera liminale.

Il violoncello è il protagonista principale, ma ogni tanto arrivano anche il sax e il flauto a prendersi uno spazio e ad allargare la tavolozza sonora. Il sax è trainante in “Stop the Gravy Train”, mentre il flauto suona note evocative in “Lost in the Plot”. Paesaggi elettronici invece colorano “Forrader”.

La descrizione qui potrebbe risultare abbastanza fredda, rispetto al caldo effetto che regala “Spökenkieker”. È invece una sorpresa entusiasmante, perché il violoncello non perde la propria personalità con la distorsione, a differenza di altri esperimenti passati di altre band dove la corrente elettrica lo faceva assomigliare a una chitarra; lasciatevi sorprendere! (Gilberto Ongaro)