BLANKROOMS "Look at something closely"
(2026 )
Con ''Look at Something Closely'', i Blankrooms firmano un debutto sorprendentemente maturo, capace di collocarsi con naturalezza nel panorama del jazz contemporaneo italiano.
Nato dalla collaborazione tra Ivan Valentini (tenor sax) e Andrea Cappi (pianoforte), il progetto mette in dialogo due personalità compositive differenti ma profondamente complementari: un equilibrio che si riflette nell’intero arco del disco.
Fin dalle prime battute di ''Merge'', si percepisce quell’intento dichiarato dagli autori: esplorare una scrittura ancorata al jazz moderno, dove armoniche non funzionali, modalità, asimmetrie strutturali e melodie liriche convivono in un flusso organico.
Il quartetto — completato da Alessio Bruno al contrabbasso e Francesco Mascolo alla batteria — costruisce un suono ricco, dettagliato, in cui ogni strumento ha spazio per respirare.
''Merge'' apre il disco con un approccio contemplativo ma deciso: un brano che procede per espansioni, dove il sax di Valentini trova una voce piena e rinnovata, frutto del suo recente “ritorno” allo strumento dopo anni dedicati principalmente ad altri sassofoni.
''Dark Desire'', uno dei momenti più riusciti, vive di un contrasto ritmico affascinante: un 7/8 modale costruito sul piano ostinato si alterna a una sezione in 4/4 più cupa e avvolgente, con un tema semplice che acquisisce ipnotismo a ogni ripetizione.
''Next Life'' e ''She Moves On'' offrono una sintesi perfetta del doppio approccio compositivo del gruppo, fondendo scritture più astratte a un lirismo narrativo immediato, mentre ''Nap on a Cloud'', registrato separatamente, chiude il lavoro con una morbidezza sospesa: un pezzo che sembra poggiare su un cuscino armonico rarefatto, quasi sognante.
L’album non è soltanto una collezione di brani, ma il racconto di un’esigenza: Valentini desiderava tornare a un jazz più strutturato dopo tre dischi completamente improvvisati, e immaginava un progetto condiviso, costruito attorno al pianoforte. L’incontro con Cappi — mente riflessiva e compositore complementare — ha dato vita a un dialogo musicale fecondo, dove ogni brano è un compromesso creativo nel senso più alto del termine.
Registrato tra il 2025 e il 2026 tra Modena e Fieno Recording Studio, il disco vanta una produzione precisa e trasparente, che valorizza le dinamiche e gli spazi sonori del quartetto senza appesantirli. Un jazz pulito, leggibile, ma mai banale.
''Look at Something Closely'' è un’opera di grande coesione e profondità, in cui la capacità di osservare — come suggerisce il titolo — diventa gesto musicale: il gruppo guarda da vicino strutture, timbri e idee, e le traduce in un jazz moderno, intelligente e comunicativo.
È un debutto, questo, che promette molto e mantiene tutto. (Andrea Rossi)