SHATTERHEART "Infernal symphony"
(2026 )
Con ''Infernal Symphony'', gli Shatterheart firmano un debutto che riesce a essere allo stesso tempo maestoso, emotivo e sorprendentemente maturo per una band al primo full-length.
Pubblicato il 6 febbraio da Art Gates Records, l’album si colloca con sicurezza nel territorio del symphonic metal dalle sfumature power e gotiche, muovendosi tra orchestrazioni cinematografiche e una solida anima heavy.
Fin dai primi secondi di ''Afterlife'', l’ascoltatore viene catapultato in un paesaggio sonoro imponente, dove tastiere luminose e chitarre epiche si intrecciano con una sezione ritmica energica e precisa.
Le influenze power e symphonic sono evidenti, ma gli Shatterheart evitano il rischio dell’eccesso puntando su arrangiamenti puliti e una narrazione musicale coerente.
La voce di Aliki Kostopoulou, intensa e duttile, conferisce all’album un carattere emotivo forte, capace di passare dal sussurro drammatico all’acuto più potente, donando profondità a brani come ''A Shattered Heart'' e ''Forever Will Last''.
La tracklist si muove con equilibrio tra esplosioni orchestrali e momenti più intimi: ''Afterlife'' è un’apertura epica e strutturata che mette subito in chiaro le ambizioni artistiche del gruppo, mentre ''Nightchild'' è più compatta e diretta, con un ritornello che rimane in mente.
''The Ghosts Remain'', con la presenza dell’ospite Ambre Vourvahis, offre un affascinante dialogo vocale che arricchisce ulteriormente il tessuto sonoro. La title track, lunga oltre 11 minuti, è un viaggio completo che racchiude tutta la visione artistica degli Shatterheart, tra orchestrazioni grandiose, riff incisivi e un crescendo finale che lascia senza fiato.
La produzione, affidata a Johan Bergman, con il mixing e mastering eseguiti presso lo Studio Fredman da Fredrik Nordström, dona all’album un suono robusto, equilibrato e professionale. Gli elementi orchestrali non soffocano la componente metal, e ogni strumento trova il suo spazio naturale all’interno del mix.
''Infernal Symphony'' è pensato come un’opera da ascoltare dall’inizio alla fine: ogni brano è un tassello di un percorso emotivo che parla di conflitto interiore, riscatto e fragilità umana. Nonostante l’ampiezza dei suoi riferimenti – dal symphonic europeo al power metal più classico – l’album mantiene una personalità ben definita.
Gli Shatterheart consegnano un album d’esordio sorprendente: potente, evocativo e costruito con una cura artigianale che raramente si trova nei primi lavori. ''Infernal Symphony'' è una dichiarazione di intenti chiara: la band ha qualcosa da dire, e lo fa con stile, tecnica e un linguaggio musicale già estremamente maturo.
Un ascolto consigliatissimo agli amanti del symphonic metal e a chiunque cerchi un disco capace di unire emozione e potenza in un equilibrio quasi perfetto. (Andrea Rossi)