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VALENTINA MATTAROZZI  "Duetz"
   (2026 )

Con ''Duetz'', Valentina Mattarozzi firma uno dei progetti jazz più particolari e coraggiosi apparsi nel panorama italiano degli ultimi anni.

Pubblicato da Azzurra Music e disponibile dal marzo 2026, il disco si presenta come un omaggio alla tradizione jazzistica, ma lo fa scegliendo una strada inattesa: ogni brano è un duetto intimo tra la voce della cantante e un singolo strumento, diverso di volta in volta.

Una scelta, questa, che, per stessa dichiarazione dell’artista, nasce dal desiderio di esplorare abbinamenti timbrici “nudi” e non convenzionali.

La forza di ''Duetz'' risiede nella sua essenzialità. In un’epoca in cui la produzione musicale spesso punta all’arricchimento sonoro, Mattarozzi inverte la rotta e sceglie di togliere, di spogliare, di ridurre all’osso. Il risultato è un ascolto sorprendentemente ricco.

Ogni traccia è un microcosmo a sé: dal pianoforte di Teo Ciavarella che impreziosisce ''The Very Thought of You'', alla batteria meticolosa di Lele Barbieri in ''A Night in Tunisia'', fino alla fisarmonica di Massimo Tagliata, che porta ''The Look of Love'' verso un lirismo inusuale e molto cinematografico.

La voce di Mattarozzi è l’elemento unificante del percorso: calda, controllata, mai esibizionista. È evidente la sua capacità di adattarsi a contesti timbrici minimali, costruendo con ogni strumento una relazione diversa, come se ogni brano fosse una breve pièce teatrale in due personaggi.

Nelle tracce più celebri del repertorio jazz – ''Round Midnight'', ''Misty'', ''All the Things You Are'' – la cantante mostra una maturità interpretativa che evita sia l’imitazione sia il distacco forzato. Preferisce muoversi sul terreno dell’interplay, un dialogo continuo che valorizza tanto la voce quanto lo strumento solista.

Tra gli otto brani, ''When She Remembers'' rappresenta un momento di sospensione particolare: l’unica composizione originale dell’album, un brano delicato e intimo che assume un valore ancora più forte grazie alla chitarra di Giampiero Martirani.

È qui che emergono con maggior chiarezza la sensibilità autoriale della cantante e il filo emotivo che attraversa tutto il progetto: un viaggio tra memoria, assenza e trasformazione. Non è un caso che l’album sia dedicato al pianista Teo Ciavarella, figura chiave del percorso artistico di Mattarozzi, recentemente scomparso.

Si potrebbe pensare ai brani come “quadri” indipendenti, e l’immagine è perfetta: ''Duetz'' sembra davvero una piccola galleria musicale, in cui ogni sala espone un’opera essenziale ma completa, frutto dell’incontro tra colore vocale e linea strumentale.

L’ascoltatore è invitato a muoversi lentamente, con attenzione, come si farebbe in un museo dove non c’è nulla di superfluo da distrarre lo sguardo.

''Duetz'' è un disco che non punta all’effetto immediato, ma alla profondità. È un lavoro intimo, elegante e sperimentale, in cui la tradizione jazzistica non viene solo reinterpretata, ma anche ripensata attraverso l’essenzialità.

Un progetto che richiede tempo e ascolto attento, ma che ripaga con un’esperienza sonora sincera, delicata e di rara coerenza artistica. Un album che dimostra come il jazz, anche nelle sue forme più minimali, possa ancora sorprendere. (Andrea Rossi)