FRANCESCO CHIAPPERINI "Italian mottetto"
(2026 )
Con ''Italian Mottetto'', Francesco Chiapperini firma uno dei suoi lavori più maturi e concettualmente affascinanti, un progetto che intreccia filologia musicale, improvvisazione e ricerca timbrica.
Pubblicato da Caligola Records, il disco vede il clarinettista impegnato in un quartetto dall’impronta cameristica insieme alla voce luminosa di Valentina Fin, al violino di Virginia Sutera e al contrabbasso di Andrea Grossi.
Il cuore del progetto è la rilettura jazzistica di una selezione di composizioni di Giulio Caccini, protagonista della svolta dal madrigale polifonico alla monodia e figura centrale della scena medicea del primo Seicento. Caccini fu tra i pionieri del cosiddetto “stile rappresentativo”, una modalità espressiva che restituiva centralità alla parola e apriva la via alla sensibilità barocca.
L’operazione di Chiapperini non è però una semplice riproposizione: le linee vocali originali vengono rispettate, ma il contesto sonoro viene ricollocato in un paesaggio contemporaneo, dove la tradizione afroamericana e il linguaggio del jazz convivono con l’eleganza della musica da camera.
Ciò che colpisce è la naturalezza con cui il quartetto costruisce un dialogo fluido e mai ornamentale. Il clarinetto basso di Chiapperini esplora profondità e ombre, muovendosi tra soffiate, fraseggi lirici e improvvisazioni misurate, mentre il violino di Sutera aggiunge tensione narrativa, oscillando tra purezza melodica e graffiature controllate.
Il contrabbasso di Grossi offre una struttura elastica, un perno ritmico che non intrappola ma suggerisce spazi, ma è la voce di Valentina Fin, mantenendo intatta la linea melodica cacciniana, il filo che unisce i secoli: sospesa, controllata, intensamente comunicativa senza mai indulgere nell’enfasi.
Il risultato è un tessuto sonoro in cui il repertorio seicentesco sembra respirare nuovamente, pur mantenendo la sua aura originaria. Tra i quindici brani del disco, tutti dalla durata contenuta ma densissimi di suggestioni, spiccano “Benvenuti a corte”, apertura elegante e quasi cinematografica, “Lacrime sospese”, dove la voce diventa strumento e gli strumenti diventano voce, “Eco di un dolcissimo sospiro”, vertice espressivo del disco, sei minuti di sospensioni e micro-dinamiche, e “Queste lagrim amare – Pizzicato Reprise”, che chiude l’album con una rivisitazione vibrante e modernissima.
''Italian Mottetto'' riesce nell’impresa – non banale – di rendere accessibile ma non addomesticata un’eredità storica complessa. È un disco che parla sia all’ascoltatore colto sia a chi cerca un’esperienza emotiva immediata. Il merito sta nella capacità del quartetto di creare una narrazione coerente e attuale, dove ogni gesto sonoro ha un peso e un’intenzione.
Chiapperini costruisce così un vero ponte tra passato e presente, non per nostalgia, ma per esplorare ciò che la musica può ancora dire quando si libera dagli steccati delle categorie. (Andrea Rossi)