recensioni dischi
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EIC (EDEN INVERTED COLLECTIVE)  "Atlantidei"
   (2026 )

Un lavoro scaturito da una doppia ispirazione: da una parte una mostra che esplora il rapporto tra uomo e natura (tema importante e non da adesso), ovvero "Post-Eden", i cui autori sono anche gli ideatori della copertina del disco; dall'altra il mito di Atlantide ed una navigazione attorno alle coste sarde.

"Atlantidei" ne è il risultato, dove otto tracce composte ed arrangiate dalla valente clarinettista jazz Zoe Pia si sviluppano suonate in quintetto assieme a quattro giovani percussionisti classici.

EIC, cioè "Eden Inverted Collective": questo il nome della formazione al suo debutto. Siamo in un ambito che si potrebbe definire world, ma la particolare struttura dei brani, dove il tessuto ritmico-armonico è costituito da una miriade di timbriche percussive comprendenti anche marimba e vibrafono (!), ne rende unico il mood.

Il clarinetto esprime, sostenuto dalle percussioni, invocazioni di pace, inni ancestrali ed ipnotici, tensioni, sogni e miti. Tutti i brani sono suggestivi e rappresentano un viaggio che l'ascoltatore intraprende e vive.

Una chicca assoluta è per me la quarta traccia in scaletta, "Hispania", dove il clarinetto veleggia su un raffinato ritmo terzinato di marimba con inserti di vibrafono e campanelli.

Richiami ancestrali provengono poi dal brano conclusivo "Africa" dove si fanno sentire anche le voci in coro dei musicisti. La produzione è curatissima e si percepisce come una sapiente ingegneria del suono abbia chiuso il cerchio.

Disco apprezzabile nella sua attitudine e particolarità che ne costituisce il pregio ed il limite al tempo stesso. Voto 7 e 1/2. (Roberto Celi)