JOHN MELLENCAMP "Live right here - Indianapolis '92"
(2026 )
Non essere un clone di nessuno ma fedele senza se e senza ma alle radici, a una identità profonda che non si esprime a parole ma con un sound inimitabile.
In sintesi ecco il precipitato chimico di un artista che dalle nostre parti dovremmo invidiare alla tanto bistrattata America, ossia sua maestà John Mellencamp, che torna alla ribalta con un live degli anni d'oro della sua lunga carriera.
Una perla che fotografa in stato di grazia un suono radicato nel heartland rock americano, con chitarre, violino, fisarmonica e una voce roca molto espressiva che è un po' il marchio di fabbrica di questo artista inimitabile, dotato peraltro di una altrettanto invidiabile presenza scenica.
Solid rock, direbbero i Dire Straits.
Il concerto di John Mellencamp è quello di Indianapolis durante il tour dell’album ''Whenever We Wanted'', una grande celebrazione del 4 luglio di fronte a circa 25.000 persone, trasmesso anche in tv e radio e finora pubblicato in vari bootleg e FM broadcast.
Basta lasciarsi ammaliare dal clima della prima canzone, ossia “Love and Happiness”, per farsi trasportare in una capsula temporale a quegli anni ruggenti, e non possono mancare perle del repertorio di Mellencamp come "Small town", "Pink houses" e "Cherry Bomb".
Tanta energia schietta e verace, una band rocciosa e impeccabile, e in sintesi uno di quei concerti che rappresentano perfettamente il cosiddetto heartland rock americano anni ’90, da gustare con una buona dose di birra e carne alla brace sognando spazi confinati e epici viaggi on the road.
Certamente un disco utile come Bignami, per chi non conoscesse nulla dell'artista Usa e volesse approcciarlo con tutta l'intensità che è capace di sprigionare dal vivo. "Paper in fire" tra le migliori canzoni, ideale per un viaggio su una decapottabile a tutta manetta nel deserto verso Las Vegas.
Voto 9. (Lorenzo Morandotti)