JOACHIM LYCHE TRIO "Primal heuristics"
(2026 )
“Primal Heuristics” è il primo album del Joachim Lyche Trio, la formazione capitanata dal chitarrista norvegese e completata da Uma Morelia Bustos Reksten (contrabbasso) e Bendik Jöhnk (batteria).
Il disco si inserisce in un filone jazz ormai sempre più definito e riconoscibile come scandinavo e in particolare norvegese, sospeso fra improvvisazione pura e composizioni aperte e ariose.
La chitarra insegue un approccio più timbrico che virtuosistico e anche il contrabbasso si caratterizza per linee piuttosto morbide e melodiche, mentre la batteria si muove agilmente fra momenti di libertà e groove non eccessivamente serrati.
Il jazz di “Primal Heuristics” è fortemente collaborativo e dialogico, ma riesce a conservare una componente puramente istintiva, creando atmosfere che gli appassionati di jazz nordico contemporaneo sapranno riconoscere facilmente.
I principali punti di forza risiedono nella naturalezza dell’interplay e nel grande equilibrio esistente fra composizione e improvvisazione. Anche il titolo fa riferimento a questo concetto, evocando le scorciatoie mentali che utilizziamo per prendere decisioni quando gli elementi o il tempo a disposizione sono insufficienti.
Anche per questo, la titletrack funge un po’ da manifesto dell’intera opera, ma ci sono diversi momenti brillanti, dalle sfumature folk di “Spring Song” alle improvvisazioni più pure di “Transition”, passando per le interpretazioni di “Lazy Bird” di John Coltrane e “Punjab” di Joe Henderson.
“Primal Heuristics” è un disco pensato ed eseguito con grande attenzione e qualità: una prima volta dolcissima per il trio, ma anche un’altra bella conferma per la scena jazz norvegese. (Piergiuseppe Lippolis)