MORRISSEY "Make-up is a lie"
(2026 )
''Make-Up Is a Lie'' è (mannaggia, come passa il tempo...) il 14º album solista di Morrissey, uscito il 6 marzo scorso, dopo sei anni dal precedente disco ''I Am Not a Dog on a Chain''.
Diciamolo subito, anche se a malincuore: speravamo di più.
Non è certo il miglior punto di ingresso al mondo dell’ex Smiths, e non raggiunge il livello dei dischi storici della sua carriera solista (loro sì perle capaci di sfidare il tempo con gioioso menefreghismo per ciò che il mondo pensa e venera), come “Viva hate” e ''You Are the Quarry''.
I 66 anni si sentono non solo nelle evidenti rimasticature del già noto, nella voce qua e là scricchiolante ma anche, nonostante qualche guizzo (''The night pop dropped''), nella scarsa organicità della scrittura (mancanza di un produttore con adeguati attributi? Fatica di fronte al foglio bianco e di fronte a un passato oggettivamente ingombrante?).
Ma anche nell’opacità di certi arrangiamenti, che rendono nel complesso le canzoni poco memorabili e soprattutto poco incisive, compresa ahinoi la title track, ed è un peccato perché Morrissey ha avuto ed ha ancora tante frecce al proprio arco.
Frecce che potrebbe condensare in un live come si deve, magari relativo ai concerti più riusciti tra anni Novanta e Dieci: ora paga poi lo scotto di una certa dose di idiosincrasia e antipatia.
Si rimpiangono i bei tempi che furono anche nelle canzoni più riuscite come ''The monsters of pig Alley'', solo passabile e orecchiabile e nulla più, e per fortuna che il nostro è ancora in tour e può rievocare i fasti del passato come hanno potuto goderselo i fortunati del Fabrique di Milano durante la recente tappa italiana in cui ha anche omaggiato Rita Pavone (che si può beare di Morrissey dopo essersi illusa di avere una canzone dedicata nientemeno che dai Pink Floyd).
Intendiamoci, niente di nuovo, e siamo pur sempre a un livello stellare rispetto alla media delle porcherie che ci propinano, ma l’irascibile ed egocentrico ex Smiths avrebbe potuto far meglio. Voto 6,5. (Lorenzo Morandotti)