LE ORME "Trilogy 1971-1973"
(2026 )
Non occorre avere doti di chiaroveggenza per prevedere che gli appassionati di rock progessivo non esiterebbero ad associare il termine ''Trilogy'' all’omonimo capolavoro degli EL&P datato 1972. Un’associazione pressoché immediata, pressoché scontata.
O meglio, lo era fino a dicembre 2025, quando è uscito un disco triplo delle Orme con lo stesso titolo, formato dai tre dischi usciti nell’“età dell’oro” del Prog i primi Settanta, tre dischi che hanno scritto una pagina indelebile del nostro più amato genere (ricordiamo, allora non utilizzava ancora questa definizione): ''Collage''-''Uomo di Pezza''-''Felona e Sorona''.
Confesso che essendomi sfuggita la notizia della sua pubblicazione (mea progressiva culpa…), quando al concerto di Pisa di pochi giorni fa a cui ho avuto la fortuna di esser presente (Teatro Nuovo, 13.03.2026) l’ho visto nel banchetto del merchandising con la sua bella grafica dagli accesi pastello raffigurante una composizione delle tre copertine, ho pensato ad una ristampa, magari rimasterizzata, di queste tre pietre miliari. Pertanto, non mi sono soffermato troppo sui particolari ed ho rivolto l’attenzione agli altri oggetti presenti nel tavolo.
Non stupisce quindi che nel sentire dal microfono di Luca Sparagna che ''Trilogy'' è una rivisitazione in studio delle tre opere citate risuonate dall’attuale formazione, e tanto più riproducenti la scaletta del concerto, sono sobbalzato dalla poltroncina.
Manco a dirlo, dopo il concerto non ho esitato un attimo a prenderlo, non senza il timore che non ve ne fossero rimasti più. Impossibile non portare a casa la testimonianza sonora di un evento musicale che, grazie alla magica atmosfera prodotta dalla combinazione fra i talenti di Luca e Aligi Pasqualetto (la “sezione giovani”), del veterano Michele Bon, del fuoriclasse fondatore Miki Dei Rossi e l’entusiasmo dei presenti, si è trasformata in una serata di festa indimenticabile.
Inserito il primo CD nel lettore (''Collage''), non sono riuscito ad interrompere l’ascolto fino al bonus track del terzo (''Felona e Sorona'' – sintesi), “Amico di ieri” (da ''Smogmagica'', 1975), unico brano non compreso nella trilogia.
Se la registrazione, e si sa quanto sia importante per la “resa” del disco, è in grado di soddisfare i più schizzinosi del suono come chi scrive, non da meno sono le interpretazioni: tradizione ed innovazione vanno a braccetto ricreando il pathos dei dischi originali impreziosito dalla modernità dei suoni e dall’impronta personale dei musicisti.
Brani sì realizzati in studio ma tutt’altro che costruiti a tavolino. Ne risulta un’inedita quanto apprezzabile sorta di “musica dal vivo” suonata in studio. E di tutto questo non bisogna certo stupirsi visto di quale band stiamo parlando.
Il resto lo lascio scoprire al lettore chiudendo semplicemente con una espressione che mira a cogliere l'essenza di questo ennesimo gioiello targato Orme: imperdibile. (MauroProg)