5RAND "Ordhalia"
(2026 )
Con ''Ordhalia'', i 5RAND firmano il loro lavoro più maturo e ambizioso, un viaggio sonoro che fonde l’impatto tellurico del melodic death moderno con nuove sfumature atmosferiche e industriali.
Il disco, terzo full‑length della formazione romana, arriva sei anni dopo ''Dark Mother'' e segna una chiara evoluzione stilistica, allargando lo spettro emotivo della band senza rinunciare alla loro consueta potenza.
L’apertura con “Bloodlife” è un manifesto d’intenti: produzione moderna, riff affilati e un muro sonoro che richiama i maestri svedesi del genere, ma reinterpretati con un taglio personale e cinematografico.
La voce di Julia Elenoir, da sempre uno dei marchi di fabbrica del gruppo, qui raggiunge una versatilità impressionante: growl feroci, scream controllati, passaggi puliti densi di malinconia. Una performance davvero di livello internazionale.
La title-track “Ordhalia” rappresenta il cuore emotivo del disco: un brano che alterna sezioni furiose a momenti di sospensione, dove le melodie si intrecciano con un gusto quasi gotico. Questa capacità di modulare l’intensità è una delle cifre più evidenti di tutto l’album, un vero e proprio “controlled chaos”.
Il disco si apre poi verso territori industrial grazie a “The Nihilist”, arricchito dal contributo di Milo Silvestro dei Fear Factory, che aggiunge un contrasto vocale e un taglio più meccanico al brano. Il risultato è un episodio che unisce la doppia anima della band: radici estreme e sensibilità moderna.
Brani come “Double Bind” e “Lethargy” elevano ulteriormente il lato atmosferico del disco, con sezioni quasi sinfoniche e una cura melodica sorprendente, mentre episodi più feroci come “Turbid” o “Ritual of Silence” mostrano che i 5RAND non hanno perso un grammo della loro carica aggressiva.
La produzione, affidata a Marco Mastrobuono con mastering di Jens Bogren, dona all’album un suono enorme, dettagliato e competitivo con le migliori realtà internazionali del settore, riuscendo a bilanciare strumenti, elettronica e voci senza mai sacrificare l’impatto.
''Ordhalia'' è un disco che sorprende per profondità, dinamica e cura dei dettagli. Non è solo un’evoluzione, ma una dichiarazione d’identità: i 5RAND dimostrano di non voler rimanere intrappolati in un’unica etichetta stilistica e scelgono di esplorare nuovi spazi sonori senza perdere coerenza.
Un’opera che colpisce, coinvolge e soprattutto convince: potente quando serve, intima nei momenti giusti, sempre ben costruita. ''Ordhalia'' non è soltanto un ritorno: è un passo deciso in avanti nella carriera della band. (Andrea Rossi)