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ROMAN ROFALSKI  "Awaiting PM / Fractal"
   (2026 )

Cosa si prova a sapere che stai per diventare padre? Quel misto tra attesa, speranza e paure varie hanno dato l'ispirazione a Roman Rofalski per il suo nuovo doppio lavoro “Awaiting PM / Fractal”, uscito per Oscillations.

Il suo è un dialogo tra pianoforte ed elettronica, ma invertite di ruolo. Il lato elettronico è riservato all'AKAI MPC 2000, sintetizzatore del '97 normalmente usato nell'hip hop, qui invece trasformato in uno strumento espressivo e aritmico.

Rofalski ne ricerca l'espressività, modulando i battiti e sviscerandone le timbriche. Al contrario, il pianoforte reale, che pure resta caldo nel suo suono naturale, viene utilizzato in maniera ritmica e robotica.

Ne esce un'elettronica che mescola analogico e digitale in modo che quasi non si distinguono più. Una parte del lavoro si chiama “Fractals” e fa in effetti pensare a strutture che si ramificano all'infinito. Sinistro e affascinante è il comparire di rumori bianchi controllati in “Fractal Waves”.

Il pianoforte viene elaborato pesantemente in “Slow Fox”, tanto da sembrare a un certo punto il suono di un orologio a pendolo. In “Ospi” gli impulsi elettronici sembrano farsi liquidi e organici. “Perpetuum” invece è sostenuta da un glaciale basso synth degno dei migliori incubi sintetici!

L'altra parte del lavoro si chiama “Awaiting PM”, e PM sta per Peter-Miguel, doppio nome che risale a quando Rofalski e la consorte erano ancora indecisi su come chiamare il nascituro. I brani vengono intitolati con i giorni della settimana, dando l'impressione del tempo d'attesa che scorre, con le sue inquietudini, come quella espressa in “Monday”, dove le note di pianoforte rimbalzano in maniera rapida e innaturale, inseguite da una ritmica incessante della drum machine.

“Tuesday” si apre agli spazi sonori liminali, ottenuti tramite il riverbero del pianoforte, dilatato fino a non sentire il tocco iniziale dei tasti, e “infestati” da materiale elettronico che ancora una volta sembra essere vivente, sembra respirare, ancora di più nella finale “Nervous Thursday”.

Ecco cosa succede a mischiare carte e ruoli: si riesce a dare l'anima anche a un AKAI MPC 2000! L'esperienza dell'ascolto è straniante, da provare. (Gilberto Ongaro)