FRANCO BAGGIANI, ARLO BIGAZZI & MARZIO DEL TESTA "Togetherness"
(2026 )
Il nome di Arlo Bigazzi attira la mia attenzione sulla copertina di questo nuovo album, senza nulla togliere agli altri due straordinari musicisti che formano questo trio.
Avevo infatti, qualche tempo fa, già recensito un cd dove il bassista, produttore e fondatore dell'etichetta discografica "Materiali sonori" si era reso protagonista nel solco di quella musica strumentale orientata verso la sperimentazione, non lasciando troppo lontani i canoni jazz ed ambient.
Qui in questo "Togetherness" è cruciale l'incontro con il trombettista fiorentino Franco Baggiani, musicista a tutto tondo che, accanto ad una importante, solidissima ed appassionata carriera di lungo corso di formazione classica, ha sempre spaziato, come da lui dichiarato in una recente intervista, in ambiti sperimentali ed alternativi fin dagli anni '80 interessandosi a Schoenberg, Alban Berg, ed essendo estimatore della prima ora dei Kraftwerk.
Nondimeno la musica sperimentale elettronica ha sempre interessato anche Marzio Del Testa, batterista toscano forte di numerose collaborazioni in ambito world e non solo.
L'incontro e l'unione di queste tre personalità determina, come nella musica succede, una immediata sintonia a cui segue amicizia ed affiatamento artistico.
Abbiamo così dieci tracce strumentali, frutto di una immediata conseguenza espressiva concretizzata in una unica giornata di registrazioni in studio.
Un flusso musicale molto interessante, con la voce della tromba in evidenza mirabilmente sostenuta da una ritmica dinamica ed innovativa, il tutto avvolto da linee di basso, suoni elettronici, tappeti sonori stratificati (sento anche tabla e theremin), con riferimenti classici, jazz, ambient e world.
Un attento editing ed un sapiente mix chiudono il cerchio. Una piccola perla, a mio avviso, è il sesto brano in scaletta, dal titolo pragmatico: "Il meccanico non mi ha reso la macchina", dove la sperimentazione e le sonorità arrivano al vertice.
Disco molto interessante ed assolutamente da ascoltare per i cultori del genere e non solo. Voto 8. (Roberto Celi)