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MRS. LEMON  "No one combs my hair like the west wind"
   (2026 )

Con ''No One Combs My Hair Like the West Wind'', i MRS. LEMON firmano un esordio sulla lunga distanza che ha la freschezza di un vento improvviso e il peso di un’intenzione chiara: raccontare sé stessi senza filtri, attraverso un disco che vive di contrasti, di radici e di slanci verso l’altrove.

Pubblicato il 20 marzo 2026 da Alka Record Label, l’album segna un ritorno alla filosofia “do it yourself”, registrato e mixato direttamente nel loro studio e rifinito dal mastering di Giovanni Versari.

Il titolo non è solo una suggestione poetica: il “vento da ovest” evocato dalla band è metafora di un’energia che attraversa ogni brano. Secondo i MRS. LEMON, lo stesso vento che sulla costa livornese porta salmastro e buonumore permea la scrittura e le sonorità del disco, soffiando con decisione in dieci tracce corali e coese.

E proprio il carattere “corale” è uno degli elementi più riusciti del lavoro: testi e arrangiamenti sono frutto di un processo condiviso, capace di dare alla band una voce unica pur nella diversità delle influenze.

Il suono dei MRS. LEMON è sorprendentemente maturo: tra chitarre fuzz, atmosfere psichedeliche, venature southern e ballate soul, il disco viaggia su coordinate pienamente contemporanee pur mantenendo un forte legame con la tradizione.

Le atmosfere richiamano a tratti Jeff Buckley – evidente in brani come ''Fear'' o ''Chasing'' – mentre altre tracce si tuffano senza remore in riff ruvidi o in groove dal sapore funk.

Non mancano momenti più immediati, quasi garage, alternati a lunghe aperture emotive che rivelano la volontà di esplorare tutti i margini del proprio spettro stilistico.

I testi dipingono la vita di una generazione trentenne che cerca il proprio posto nel mondo, sempre in bilico fra il desiderio di andare altrove e l’impossibilità di recidere il legame con la provincia che l’ha formata.

È una narrazione sincera, quotidiana, spesso velata da un senso di frenesia e urgenza espressiva. In questo senso ''Restless'', il singolo apripista, diventa un manifesto dell’intero disco: un brano costruito su contrasti, dove l’irrequietezza non è debolezza, ma segno di vitalità.

L’ingresso del nuovo componente Francesco Salvadori – tecnico del suono poi divenuto parte stabile della formazione – ha portato nuova linfa al progetto, ampliando la palette sonora in modo evidente.

Il risultato è un album compatto, ispirato e sorprendentemente maturo per un debutto sulla lunga distanza: dieci brani che sanno essere personali e universali allo stesso tempo, attraversati da un’identità sonora forte e riconoscibile.

''No One Combs My Hair Like the West Wind'' è un disco che non si limita a presentare una band: la definisce. È una dichiarazione d’intenti, una mappa emotiva, un lavoro che sa intrecciare tecnica, cuore e un sorprendente senso del paesaggio, sia sonoro che umano.

Un debutto che non solo promette, ma mantiene. (Andrea Rossi)