recensioni dischi
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HOT ROD  "Harder faster glitter"
   (2026 )

“Harder Faster Glitter” è l’album di debutto degli Hot Rod, quintetto italiano fondato ufficialmente vent’anni fa e con all’attivo due demo e molta esperienza sui palchi.

Il disco viene descritto come un “caleidoscopio sonoro” derivante da una matrice glam e dalla passione comune per sonorità profondamente radicate negli anni Ottanta e Novanta, l’età aurea di questo genere (e di questa estetica).

L’intento degli Hot Rod è attraversare questo universo sonoro nel suo complesso, alternando episodi più ruvidi e “stradaioli” a passaggi più melodici e lievemente patinati, interpretando autorevolmente un linguaggio in qualche modo già piuttosto codificato, senza cercare reali elementi di innovazione anche per non snaturarlo.

I brani di “Harder Faster Glitter” sono in totale undici: si parte dalle atmosfere quasi da road movie di “Wild Wheels” e si chiude con un brano dal ritmo serrato (“Bullet Speed”), ma non mancano episodi più melodici come “Shot of Love” e “Jenny”, rappresentativi di un’altra declinazione del glam, o “Little Dirty Blonde”, un brano capace di evocare quell’immaginario già a partire dal titolo.

In generale, un altro tratto distintivo di “Harder Faster Glitter” è la sua attitudine da palco (e da pogo), riconoscibile in particolare in “Rock the House”: un disco identitario e senza compromessi, che scalderà i cuori di chi cerca piena adesione e fedeltà al genere. (Piergiuseppe Lippolis)