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STEFANO DONATO  "Canzoni dallo scaleo"
   (2026 )

“Canzoni dallo scaleo” è l’album di debutto di Stefano Donato, poeta, artigiano e cantautore attivo nell’area del Pratomagno, la montagna che guarda la valle dell’Arno, fra Arezzo e Firenze.

Il disco arriva al culmine di un lungo percorso ed è ispirato, idealmente e materialmente, allo scaleo, descritto come strumento di fatica e fonte di ispirazione.

Registrato da Lorenzo Tommasini, noto per essere fonico di Francesco De Gregori, prodotto da due artisti di grandissima esperienza come Arlo Bigazzi e Guglielmo Ridolfo Gagliano, tastierista dei Negrita, “Canzoni dallo scaleo” vede anche la partecipazione di Ulrich Sandner, chitarrista italiano di origini tedesche e di stanza in Spagna, e affonda le sue radici anche nella letteratura statunitense, in particolare nelle atmosfere di John Steinbeck, Cormac McCarthy e Edward Bunker.

Donato si è ispirato a questi autori per raccontare storie dai margini, in cui i protagonisti sono, in un certo senso, gli ultimi, gli sconfitti, i diseredati che, contrariamente al messaggio evangelico, restano tali e non trovano riscatto.

Sul piano meramente musicale, “Canzoni dallo scaleo” insegue un suono genuino e istintivo, sospeso fra un folk cupo, astratto e a tratti pastorale, e un blues volutamente sporco, mentre la scrittura evoca la tradizione più nobile del cantautorato italiano e, in modo particolare, Piero Ciampi.

“Canzoni dallo scaleo” è un album di debutto intenso, in cui voce, musica e clima generale sembrano fondersi, come se ciascun elemento fosse diretta emanazione degli altri: un disco radicale, non sempre troppo accessibile, ma di rarissima autenticità. (Piergiuseppe Lippolis)