recensioni dischi
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FIRESKY  "Firesky"
   (2026 )

I Firesky sono un supergruppo internazionale, progetto in studio avviato dal batterista degli Imperium, Mika Brushane, che dalla Finlandia fa incontrare l'italiano Davide Merletto alla voce (Lace), il chitarrista Samuli Federley (Mirka Rananten's Circus Of Rock), il bassista Time Schleifer (King Company) e il tastierista Saal Richmond (In-Side).

L'omonimo album omaggia un sound molto riconoscibile: quel rock pesante degli anni '80, con solo alcuni piccoli arpeggi elettronici a spingerlo nell'attualità. Anche se non è presente un lato folk e una moltitudine di cantanti, per certi versi l'approccio mi ricorda quello del progetto Ayreon, perché l'album ha un filone narrativo, uno storytelling che sorregge le canzoni.

Il suono è spinto e energico ma sempre calibrato: non ci sono mai picchi eccessivi, e neanche momenti sussurrati; ne esce una dinamica un po' sacrificata, nonostante le melodie siano sempre accattivanti, specialmente quando arricchite da cori come in “A stone in time”.

“Can you feel me?” dev'essere un pezzo sentimentale, ascoltando le parole: “I will never forget your smile. All I need is to know, can you feel me?”. Ma la melodia e il sound la fanno sembrare un pezzo di trionfo, con la Coppa dei Campioni in mano.

Come in ogni disco che voglia suonare “anni '80”, la batteria è triggerata, e la si sente mitragliare in “Chasing the dawn”. Altro elemento di spicco sono le tastiere, che hanno spesso un ruolo importante nel colorare gli arrangiamenti del resto della band, come in “Like brothers”, pezzo dal sapore ottimista.

I Firesky faranno felici gli amanti dell'AOR classico, che possono cantare il ritornello del brano di chiusura: “I AM FIRE (…) I AM WATER, I AM SKY!”. (Gilberto Ongaro)