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OREYEON  "The grotesque within"
   (2026 )

Con ''The Grotesque Within'', gli Oreyeon firmano il loro lavoro più maturo e identitario, un album che affonda entrambe le mani nel buio, non solo come estetica sonora, ma come autentica visione del mondo.

Registrato tra l’Outside Inside Studio di Treviso e il loro home studio nel 2025, il disco rappresenta la loro prima vera opera completamente autoprodotta, scelta che si riflette nella crudezza controllata del suono e nell’atmosfera densa e inquieta che lo pervade.

L’ispirazione dichiarata allo scrittore, saggista e poeta statunitense Thomas Ligotti (in particolare noto come autore di letteratura horror contemporanea e dark fantasy) è ben percepibile: non siamo davanti a un semplice concept oscuro, ma a una narrazione esistenziale dove l’orrore filtra attraverso la quotidianità, trasformandola in qualcosa di ambiguo e disturbante.

Questa dimensione letteraria emerge tanto nei momenti più pesanti quanto in quelli più psichedelici, conferendo all’album una coerenza rara.

L’apertura con “Echoes Of Old Nightmares” costruisce subito le coordinate: riff monolitici, ritmica compatta e un senso di inquietudine che si alterna a aperture melodiche ipnotiche.

Il brano introduce efficacemente il dualismo dell’album, sospeso tra potenza stoner/doom e un’introspezione più liquida e atmosferica.

La suite “Nothing But Impurities” in due parti è forse il cuore concettuale del disco. La prima sezione spinge su groove pesanti e chitarre abrasive, mentre la seconda rallenta in un’atmosfera più cupa e ossessiva, con un basso pulsante e suggestioni che richiamano un grunge spettrale alla Alice in Chains, riletto però in chiave doom psichedelica. Il passaggio tra i due movimenti è fluido e narrativo, a dimostrazione di come la band sappia costruire tensione senza mai perdere direzione.

La title track “The Grotesque Within” sintetizza alla perfezione l’estetica del disco: ritmiche cadenzate, chitarre stratificate ma nitide e un’interpretazione vocale che alterna ipnosi e urgenza. È uno dei momenti in cui il gruppo mostra con più chiarezza il proprio equilibrio tra tradizione doom anni ’70, derive psichedeliche e iniezioni di grunge moderno.

Nel complesso, ''The Grotesque Within'' è un album che non ha bisogno di sperimentazioni estreme per risultare evocativo. Gli Oreyeon scelgono piuttosto la strada della solidità compositiva, fondendo elementi vintage e contemporanei in un linguaggio rock diretto ma profondamente atmosferico.

Ne risulta quindi un lavoro capace di avvolgere l’ascoltatore in un clima oscuro e suggestivo senza mai perdere scorrevolezza e identità. (Andrea Rossi)