recensioni dischi
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AFTER MIDNIGHT 00.01  "After Midnight 00.01"
   (2026 )

Da parte mia, c’è sempre un mare di curiosità nell’ascoltare un album di debutto, soprattutto se questo incarna la summa di migliaia di chilometri macinati con ogni mezzo, pur di suonare da qualche parte del globo.

Il combo sardo degli After Midnight 00.01 arriva a questo traguardo con adeguata preparazione e con mirato tempismo, ossia quando i ragazzi avvertono di esser pronti al grande passo.

In effetti, questo esordio omonimo giunge dopo aver raggranellato una manciata di singoli dal 2024, benchè la nascita della band sia datata 2017.

Un album che gronda di patimenti e rinascite, tra (tanti) dubbi e (poche) certezze esistenziali nelle quali, però, è forte il richiamo alla vita che elargisce sorprese a tutto tondo, espresse in un cocktail di hard-blues apprezzabile, come si evince sin dal trittico iniziale “Scent”, “Golden wheels” e “Benzodiazepine”, tanto per sbatterci in faccia un rispettabile biglietto da visita, mentre la forbita “You” fornisce ulteriori indizi sulla loro bravura, ispirandosi sì ai Rival Sons, ma con l’audacia di chi non ha nulla da temere.

La grintosa ballad “This song is a lie” ci ricorda che il potere della musica guarisce anche gli stati d’animo più minati; ed hanno ragione, perché le pennate di chitarra possono sortire scosse per risvegli esistenziali.

Tutt’altro che “Confused”, gli After Midnight 00.01 han ben chiare le idee di come procedere nell’itinerario d’ascolto, piazzando un power-blues-rock di gran fattura. Tra quiete e fermezza esecutiva, arriva la lucente “Dirty Blues” che fa da prologo alla seguente “Broken Bones”, carica di sonorità accattivanti, parimenti alla cangiante “Unemotional song” e “White”.

Questi episodi sigillano un disco davvero ammirevole, nel quale pulsa una purissima anima rock, emanando, oltremodo, essenze di sincerità ed impegno al servizio della musica senza macchia e senza peccato. Ajò! (Max Casali)