SWEENEY "Quiet companions"
(2026 )
Jason Sweeney, artista australiano noto più con il suo moniker Panoptique Electrical, ha pubblicato per l'etichetta Sound In Silence cinque album, durante la creazione dei quali ha lasciato da parte diverse canzoni inedite. Questa è l'occasione per raccoglierle, nella compilation “Quiet Companions”.
La prima cosa che si nota è la voce di Sweeney, che al primo impatto richiama quella degli Editors; è una somiglianza solo epidermica, poi ha una personalità propria, ma ha in comune quella profondità morbida che calamita l'attenzione e spesso fa emozionare.
I brani sono introspettivi ed essenzialmente di due tipi: ci sono quelli dove è centrale il pianoforte, accompagnato dal suono di violoncello (“Train”, “Forty Five”, “True Love”, “Please Accept My Love”, “Listen”), e gli altri dove invece sono predominanti fondali elettronici e atmosfere notturne (“Hideous Roads”, “His Ghost”, “Sentients”, “Crazy”).
A metà strada tra questi due tipi di brani c'è “Loyal Friend”, in quanto è per pianoforte, ma si tratta del felt piano, pianoforte preparato, usato anche dalla pianista Fiamma Velo, dal suono più ovattato, suonato spesso per cercare di ottenere un suono più caldo.
In “Train”, delle percussioni minimali simulano il ritmo del treno, e le parole trovano dell'oscurità nella dolcezza (“In the sweet, oh, some darkness”). “Forty Five” è invece incentrato sulla perdita, e tra i brani notturni “His Ghost” la notte si fa estiva, perché c'è uno sfondo di cicale, accanto al basso e alle note prolungate di chitarra (delay).
Ci sono passaggi anche poetici, come in “Listen”: “Listen as a bird swimming in the sky”. È un mondo intenso ed emozionante, quello di Sweeney, in cui entrare in punta di piedi e da ascoltare in silenzio, cercando quello che risuona anche in noi. (Gilberto Ongaro)