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ELLE  "Silent search of spring"
   (2026 )

Terzo disco per gli Elle, “Silent Search Of Spring” è un nuovo capitolo meditativo della band romana, uscito per Urtovox Records.

Gli Elle hanno due voci principali che dialogano, e spesso cantano assieme all'unisono: quelle di Miriam Fornari e Danilo Ramon Giannini. Fornari oltre a cantare suona il synth, mentre Giannini è autore dei testi. Accanto a loro due, Marco Calderano suona le chitarre e Giovanni Lafavia la batteria.

L'introspezione è costante, anche nelle uniche due canzoni dell'album un po' veloci: “Truth” e “Meeting of skins”. A questi arpeggi acustici ed elettrici puliti e ai diversi accordi di settima maggiore, corrisponde un'ambientazione boschiva, per quanto riguarda i testi e anche il video della titletrack “Silent Search Of Spring”, che chiude l'album come punto di arrivo della narrazione.

L'album narra un'unica storia, che comincia tra i boschi gialli (“yellow woods”) di “Ravine”, osservando la stranezza della realtà senza chiedere spiegazioni: “Don't think I'm here to explain you how things are weird. Things are weird”.

L'identità si fa ambigua in “Pillows”, con parole dai campi semantici contrastanti. Loro sono accomodanti come cuscini e materassi, oppure battaglieri coi loro “fucili di gioia”? “We're mattress in this world (…) we're rifles of joy and we got to fight”.

Con “Truth” gli animi si scaldano; lui dice che non vuole la strada facile: “Stop saying that our shiny glass is unbreakable. Easy way to go, frustrating”. “Babylon”, nonostante la dolcezza della melodia e la morbidezza del post rock, si apre con parole di rabbia: “Blasting powder, we're full of this anger”.

Ma il protagonista incontra un'altra persona, di cui chiede la lingua, e la voce di Fornari conclude: “I don't even speak my mother tongue, my heart for sure he does. You're the one I'll give the most, the one I'll love the most”. Nonostante la difficoltà di comprensione linguistica (da qui l'accenno a Babilonia), i due cuori si comprendono.

Il disco prosegue nella voglia di avere di meglio, o quantomeno dissetarsi, cercando un'altra acqua (“Another Water”) in una situazione dal tempo dilatato (“Day forgot to end”). Con una lenta crescita, la successiva “Freedom Symphony” sembra essere la risposta, ovvero l'innalzamento del potere dell'amore: “There's something in low that lifts my boring road; we'll meet in fancy floors, where our bodies dance and love, will be a freedom symphony (…) rise the power of love”.

La libertà ritrovata viene celebrata in “Meeting of Skins”: “Don't let fears stop your feelings (…) Sun is rising, come with me, we are free”. La coda della canzone è guidata da un suono leggero e vibrante di synth.

E infine arriva la titletrack, la meta agognata fin dall'inizio, con alcuni versi davvero evocativi: “Your hands are breathing barks full of our joy (…) Nature is teaching the trees how to beat their disease” (Le tue mani stanno respirando cortecce piene della nostra gioia; la natura sta insegnando agli alberi come battere la loro malattia).

La ricerca silenziosa della primavera è un percorso spirituale sviluppato dagli Elle attraverso le voci calme e gli strumenti dello stesso umore, creando uno spazio dove rifugiarsi quando il caos e le domande in testa diventano troppe. (Gilberto Ongaro)